Mi è sempre piaciuto ascoltare e cercare nelle parole il senso esatto e non fermarmi al suono o all'effetto che alcune di esse fanno in chi le ascolta. In politica si usano parole che creano nell'ascoltatore aspettative e spesso esercitano un potere stimolante o addirittura ammaliante. Parole che, distorte nel significato, fanno apparire tutto come nuovo, semplice e immediato.
Alcune foto dei pesci dell'acquario di Cala Gonone. Un piccolo gioiello da visitare possibilmente in piccoli gruppi e in giornate poco affollate in modo da avere il tempo di contemplare meglio i pesci. Veramente bello.
Roccia coralligena con i gigli di mare, spugne, lo scorfano rosso e gli anemoni a disco
La storia dei Penduzzu è una delle tantissime storie che raccontano il lungo viaggio fatto con la valigia di cartone e tante speranze. La famiglia emigrò da Silanus nel 1947, quando Graziano aveva 14 anni. In Argentina trovò sistemazione qua e là per dieci anni, per poi stabilirsi definitivamente a San Pedro.
San Pedro è una delle tante città argentine cresciute sulla sponda occidentale del rio Paraná, sul litorale della costanera che a mezzogiorno si gode il sole in fronte e vede passare barche, battelli o anche grandi navi che scendono verso Buenos Aires, cariche di soja per l’esportazione.
Come tante città argentine testimonia la storia dell’immigrazione italiana, soprattutto da quando, tredici anni fa, nelle sue campagne è stata lanciata l’iniziativa di tre fratelli sardi, Graziano, Piero e Mario Penduzzu con la moglie Delia. [Articolo tratto dall'Unione Sarda]
Forrogande in d-unu calàssiu adaghi fit bia ancora mamma, issa etotu m’at fatu notare unu pabilu de mammai Caterina Pes, zàja sua dae parte de su babbu. Mi l’aiat intregadu cun sa racumanda de lu costoire e de l’ammustrare a sos benidores. Fia ancora pitzinna, pagu bundu l’apo postu e cche l’apo torradu a su calàssiu.
Est dae pagu chi m’est bénnidu torra in manos e mi l’apo pompiadu cun ammiru. Si biet chi s’iscrivanu l’at iscritu a su postu de bisàja mia, issa no ischiat iscrìere e at postu sa frimma cun sa rughe. Mi lu pompio e mi lu torro a pompiare, in cussu sinnu picocu picocu bi lezo s’avertèntzia a fizos e nepodes a vìvere in paghe e amore. Teniat noe fizos, mammai, sete mascros e duas fémminas. Custu est su pabilu…
Il rivendicazionismo è una costante tipica del comune sentire dei sardi ogni qualvolta si apre un conflitto con lo stato italiano, sia che si tratti del prezzo dei prodotti agricoli, del caro traghetti o di inquinamenti vari. L'orgoglio sardo, e sardista, si manifesta in una serie variegata di gradienti che può andare dalla garbata protesta, allo sciopero generale, fino al tumulto di piazza, talvolta accompagnato dalla richiesta di maggiore autonomia, magari federalista e in casi estremi con la minaccia di secessione, nel più classico e collaudato modello leghista.
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