Eolico selvaggio

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admdortos
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Ormai è eolico selvaggio, anche i nostri vicini bonorvesi si stanno dotando di un vastissimo parco eolico, si parla di alcune decine di aerogeneratori su circa 800 ettari gia perfettamente visibili da Punta Tiria. Una schiera di betili giganteschi, per non usare paragoni volgari, che per una trentina d'anni orneranno lo skyline di campeda dalla catena del Marghine fino alla cosidetta Valle dei Nuraghi, ingravidando il cielo di eliche rotanti. [...continua...] In primo piano il costruendo parco eolico di Bonorva e ... potenza del teleobiettivo, in direzione nord, oltre l'abitato di Bonorva in piena valle dei nuraghi un altro bel giardino eolico con tante altre megapale ...

admdortos
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Eolico selvaggio

Riporto un articolo apparso sul blog dei bonorvesi http://blog.libero.it/bonorva.

sasso32 sul blog di Bonorva ha scritto:
Quando alcuni anni fa, come Assessore del Comune di Bonorva, affrontai l'argomento della costruzione di un Parco Eolico nel nostro territorio, ne fui subito entusiasta. L'appoggiai convintamente, io e i miei colleghi, e subito intuimmo che poteva essere davvero una svolta per il nostro Paese. Sono rimasto di quest'idea per diversi anni. Solo recentemente, le continue prese di posizione di cittadini isolati o le azioni giudiziarie rivolte ad altri parchi ma anche uno strisciante malessere nella popolazione ha iniziato a scalfire le mie convinzioni ed allora sono iniziati i ripensamenti. Ho iniziato ad informarmi, diversamente ed in maniera mirata, e ho scoperto diverse cose. Ne riparleremo. In ogni caso , anche con i ripensamenti a seguito , sono rimasto sostanzialmente coerente con le mie scelte, e ho continuato e ritenere giusto e importante la costruzione del Parco. Fino a poche settimane fa. Fino a quando, la visita al sito degli amici Conchidortos ( da cui ho preso la foto) mi ha dato il colpo di grazia, per la verità già mezzo assestato da quando la comparsa dei pali si è materializzata per davvero. E allora , ogni mattina, quando scendo da Macomer, vedo cosa mi appare davanti. Prima ha iniziato un esile palo, più o meno disperso nella Campeda, poi un altro, e un altro e un altro ancora. Ora ne vedo una decina ed è davvero un pugno in faccia. Cosa sarà quando ce ne saranno 40? Vedo stravolta un'area di impareggiabile bellezza e vedo compromessa una vasta area del nostro Territorio. ma non avevo davvero idea che sarebbe stato così impattante. Si è vero..se non avevo idea io..chi doveva averla? Ora dico, se questo sacrificio fosse stato fatto per un godimento davvero di tutti, con ricadute e benefici che davvero ci avrebbero cambiato la triste discesa all'inferno del nostro Bel Borgo, lo avrei anche capito, ma posso essere stato così stupido e non essermi accorto di cosa diavolo ci fosse dietro questi ecomostri? Come ho fatto a non capire quali interessi ci sono dietro queste operazioni e come , questi signori, lascino solo le briciole nel Territorio, per entrare invece in affari ultra-ultra milionari? Provo davvero vergogna ad aver permesso che nel Mio Comune si perpetuasse questo scempio e, se potessi, rimedierei. Spero davvero che l'intervento sociale di queste multinazionali nel Paese sia talmente ingente da far dimenticare la porcheria che ci stanno affibbiando per decine d'anni. Capisco anche l'ira e l'rritatezza dei nostri vicini che assitono impotenti a questa selvaggia comparsa di pali ed eliche.Non so davvero cosa dire e credo che non ci siano parole. Tuttavia si può certamente parlare di quello che c'è dietro queste operazioni. Questo si può fare, così che in altri Comuni possano magari avere l'accortezza che è mancata sicuramente a me, ma ,credo, a tutti noi che amministravamo.

Col senno di poi, devo dire che noi l'abbiamo scampata bella, qualche anno fa si stava spingendo per realizzare un parco eolico proprio a punta Tiria e i bortigalesi credo a Badde Manna un pò più sotto, provate ad immaginare il disastro nei punti più belli della nostra montagna!

L'Unione Sarda ha scritto:
Silanus, polemiche per energia eolica Silanus
Mercoledì 23 aprile 2003
La realizzazione del parco per l’energia eolica è diventato motivo di scontro tra maggioranza e opposizione. Tutti favorevoli nel paese per realizzare il parco sulla montagna, in “Sa Pala ‘e su Truncu”, poi ancora a “Funtana Elighe” e dietro “Punta Tiria”, ma la Margherita contesta i ritardi per l’esecuzione dell’opera. «Ulteriori ritardi - scrivono in un’interrogazione i consiglieri della Margherita Luigi Morittu, Tore Cossu e Giovanni Deriu - potrebbero compromettere del tutto la realizzazione del parco nel territorio di Silanus, con danni non indifferenti per l’economia del paese, Per questo chiediamo di conoscere lo stato della pratica e se il sindaco e la giunta non ritengano opportuno dare una accelerata all’iter burocratico e amministrativo, anche per non vedere vanificate le legittime aspettative di coloro che attendono la nascita di questo parco». A stretto giro di posta il sindaco Mario Attene (Ds) risponde: «Niente misteri e niente ritardi attorno al parco eolico, tanto che verrà discusso per l’ultima volta nella riunione del Consiglio comunale del 29 aprile. Prima di dare il via vogliamo ottenere delle garanzie certe sull’impatto ambientale e sulla reale esecuzione dei lavori, visto che c’è una forte richiesta di diverse aziende e di privati. Per questo, prima di procedere, vogliamo sentire il parere del Consiglio comunale e andare avanti con più sicurezza, visto che verrà interessata una zona alquanto importante della nostra montagna». Sotto punta “Tiria”, intanto, è gia stato sistemato un anemometro per la misurazione dell’intensità del vento. (f.o.)

betile
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Ischente
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Eolico selvaggio

che sia una gigantesca speculazione non c'è dubbio
propongo questa lettura:

Arriviamo sempre ultimi, talvolta nemmeno arriviamo.
Quando gli speculatori vengono dovunque finalmente scacciati, rimane sempre loro un’ultima spiaggia. La nostra.
Tanto per cambiare, stiamo regalando ad altri quel che abbiamo di più prezioso.

Centinaia e centinaia di torri eoliche sono in via di installazione in Sardegna, con benefici diretti ambientali od economici per la popolazione pressoché nulli. Ciò senza che gli amministratori locali si rendano minimamente conto degli aspetti critici; anzi, prontissimi, in nome di un malinteso ecologismo di facciata, a raccattare le briciole di un affare, vera e propria speculazione, che arricchisce smisuratamente imprese "continentali", favorite da una legislazione, il “decreto Bersani” (79/1999), che, con soldi pubblici, i nostri, droga il mercato dell’energia, sostenendo artificialmente l'eolico, anche a scapito di altre fonti rinnovabili meno “impattanti”, come il solare fotovoltaico.
I guasti provocati da queste installazioni sono enormi. Da un punto di vista simbolico, oltreché ambientale e paesaggistico. Ma con evidenti negative ripercussioni pratiche, quindi economiche, su turismo, agricoltura, allevamento.
Se ci pensate: e' il primo esperimento di industria diffusa.
In passato, l’impatto pur devastante dei complessi industriali era delimitato, arginato.
Ora assistiamo alla trasformazione di tutto il paesaggio, tutto il territorio, in “zona industriale”.
Guardatevi intorno. Non ci sarà più una parte di Sardegna ove non svettino, alte come palazzi di cinquanta piani, le enormi torri. Il paesaggio, che, pur con ferite, sempre più purulente ma circoscritte, era rimasto immutato per millenni, è perduto per sempre, nella sua globalità.
Era ferito. Ora è morto.
Alberi e pietre, sovrastati e violati da protesi elefantiache, in tecnica e metallo. Quella cupezza, carattere e fascino della nostra Terra, solo un ricordo. Non siamo più noi.
E non vi sembri poco.
L'industria ci aveva abituati.
Prima era una parte. Ora è il tutto.

Queste appariranno le farneticazioni di un romantico sognatore, ove si contrappongano i notevoli vantaggi economici ed ambientali, per la popolazione, derivanti dall’eolico.
Ci si tranquillizzi. Non ci sono.
Quelli ambientali persi per strada, quelli economici agli speculatori.

Si aggiungano le enormi fondamenta delle torri che interferiscono con le falde acquifere compromettendo l'equilibrio idrico dei terreni; le stragi di uccelli, ampiamente documentate, anche specie protette, per impatto notturno con le pale, e conseguente scomparsa, o abnorme proliferazione, di altre specie legate a questi nella catena alimentare, con danni all’ecosistema e alle coltivazioni; la desertificazione, riscontrabile con la scomparsa progressiva di forme di vegetazione, nelle aree di azione degli impianti, causata con ogni probabilità da scompensi nei processi di impollinazione per i vortici creati dal movimento rotatorio di enormi pale; a loro volta causa di rilevante inquinamento acustico.
Poi le infrastrutture connesse, elettrodotti, cabine di trasformazione, enormi vie d'accesso per mezzi di dimensioni straordinarie, atti al trasporto delle componenti, e relativi scavi, sbancamenti, disboscamenti, che, permettendo più facile accesso ai luoghi, aprono sovente la via ad inquinanti sport motoristici, al bracconaggio, a successive speculazioni edilizie, cementificazioni ulteriori.
Non ci si fidi di quanto qui si scrive. Si visitino impianti attivi da tempo. Si valuti.

Renato Soru, nella sua visione estetizzante dell’universo, da milionario trendy, trovò che le torri erano brutte, ed impose una serie di limitazioni, “di buon senso”, che le avrebbero confinate “in siti compromessi preferibilmente in aree industriali esistenti”.
Ma gli appetiti sono tali che le imprese hanno via via ottenuto, dal Tribunale Amministrativo, sentenze che annullano buona parte delle restrizioni imposte da Regione o Soprintendenze; o, dalla Regione stessa, l’annullamento con norme successive, “per autotutela”, dei vincoli stessi. Tanto che persino “risulta abrogata la disposizione del Piano Paesaggistico che sancisce il divieto della realizzazione di impianti eolici negli ambiti di paesaggio costieri”, (TAR Sardegna, aprile 2008).

Il regime di sovvenzioni italiano è unico in Europa, tale da attirare molti “investitori” esteri. Tanto conveniente che si installano torri anche dove non soffia vento. Paghiamo noi.

Bisogna sapere che la rete elettrica non può sopportare, dice l'ENEL, grossomodo, più del 10% di energia da fonte intermittente, com'è l'eolico a causa del vento che ora c'è e ora no; pena il malfunzionamento o, addirittura, il blackout.
Bisogna sapere che, per questa ragione, devono essere previste fonti di riserva tradizionali, quindi inquinanti, che entrino in funzione, con conseguenti costi economici ed ambientali, quando la domanda di energia cresca o il vento diminuisca.
Bisogna sapere che la Direttiva europea (2001/77/CE) che recepisce il “protocollo di Kyoto”, prevedendo per l'Italia, al 2010, un contributo del 22% di energie rinnovabili (FER) sul totale di energia elettrica prodotta, ammette, di fatto, un aumento delle fonti inquinanti proporzionale alla crescita delle FER.
Bisogna sapere che proprio questo sta avvenendo in Sardegna: basta leggere il Piano Energetico Ambientale (PEARS), che auspica e pianifica uno sviluppo preoccupante delle centrali a carbone, le più dannose per la salute e l’ambiente.

L'espansione dell'eolico, reale per installazioni e devastazioni, ma virtuale per intermittenza, limiti di accettazione della rete, mancanza di infrastrutture di connessione, finisce per mascherare quello che è un reale incremento delle fonti inquinanti.

Uno studio degli Amici della Terra per il Ministero dell'Ambiente fissava, per l’eolico, un potenziale massimo nazionale, sostenibile dalla rete, di 8000 MW; il PEARS stabiliva per la Sardegna un tetto di 550 MW; ma, al 2003, i progetti per nuove installazioni nell'Isola ammontavano già a ben 3735 MW: quasi la metà del limite nazionale.

La Sardegna produce più elettricità di quanta ne consumi. Il ricorso all’eolico potrebbe rappresentare un danno sopportabile, se potesse portare, e portasse, ad una simmetrica riduzione dell’utilizzo di fonti inquinanti. Avviene il contrario.

Ma, grazie agli incentivi, l’eolico rende oltre misura.
Tanto che il colosso britannico IP ha comprato al prezzo enorme di un miliardo e 830 milioni di euro una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dalla IPVC; l’azienda che in Sardegna ha sfigurato l'incantevole paesaggio tra Viddalba, Aggius, Bortigiadas.
Tanto che la criminalità organizzata ha cominciato a metterci le mani, come racconta una recente inchiesta de L'Espresso.

Maneggiando tanti soldi diventa fin facile trovare gli spazi (1.500 euro annui di affitto, per MW installato, ai proprietari dei terreni), e convincere le amministrazioni locali (“da contratto” hanno introiti intorno all'1,5% dei ricavati, ma per aiutarle a decidere si ricorre a "donazioni": come a Sanluri, dove la FRI-EL, che sta trasformando il Campidano in un enorme camposanto per ciclopi, aveva promesso 100.000 euro per arredare una scuola).

Questo è quanto si sa.
Così può spiegarsi l’insolita conversione all’ecologia di molti amministratori.

Per finire, due conti.
Per limiti tecnici di cui si è detto, è possibile ottenere da fonte eolica non più del 10 – 13 %, del picco massimo di consumi registrati, che, per via dell'intermittenza della fonte (1600 - 1800 ore annue di vento), si riduce al 3,3% dell'energia elettrica totale. Considerando che quella elettrica è un terzo di tutta l'energia impiegata in Italia, l'eolico permetterebbe una riduzione (del tutto teorica, perché di fatto aumentano) dell'1,1% dei combustibili fossili, ovvero una riduzione delle emissioni di gas-serra (anch’essa teorica) intorno all’1,5%.
Resta da capire se tale riduzione, effettiva solo se proporzionalmente diminuisse il ricorso alle fonti inquinanti, e comunque inferiore all’incremento annuo registrato, compenserebbe l’impatto stravolgente di decine di migliaia di torri in via di installazione sul territorio nazionale.
Resta da capire se, per un artificio contabile che riempie le tasche degli speculatori, svuota le pubbliche casse, e non migliora l’ambiente, si debba devastare il territorio nella sua totalità, come mai prima.

Queste considerazioni acquistano maggior senso in un contesto virtuoso, improponibile alla classe politica, che veda come prioritaria una riduzione dei consumi, quindi dell’utilizzo di energia; delle emissioni; delle scorie; dei rifiuti: unica strada per dare un futuro alla nostra Terra, al Pianeta.
Sarebbe possibile abbattere di una percentuale enorme consumi e sprechi, emissioni in atmosfera, con una campagna capillare che spiegasse a cittadini, imprese, amministrazioni, l’importanza, la necessità inderogabile del risparmio energetico (milioni di persone lasciano la macchina in moto, la luce accesa, il frigorifero aperto, quando non serve; l’inutile illuminazione notturna di città e complessi industriali; impianti di climatizzazione troppo freddi d’estate e troppo caldi d’inverno; di quante cose potremmo fare a meno?), che insista su principi di risparmio, razionalizzazione, riduzione, nella progettazione di edifici, nei trasporti, pubblici e privati, nel traffico aereo e su gomma (da ridimensionare drasticamente), nell’industria. Che sensibilizzi e sanzioni. Che veda tariffe per l’energia crescenti logaritmicamente al crescere dei consumi (ma un minimo vitale garantito a tutti). Criteri da adottare anche nella distribuzione dell’acqua, o per la raccolta dei rifiuti. Che premino sobrietà, risparmio, autosufficienza energetica, riduzione di consumi e rifiuti.
Ma ci vorrebbe una mutazione culturale, un’assunzione di responsabilità verso l’ambiente, le persone e le popolazioni povere, le generazioni future.
La “cultura dominante” è un’altra, e spinge in direzione di un consumo illimitato e suicida.
La "casta" politica al completo, per stupidità, avidità, ignoranza, ha enormi responsabilità, controllando i mezzi di comunicazione di massa, anche negli orientamenti “culturali” delle persone.
Generalizzando, ma non troppo, diremmo che, pur di fronte alla “pedagogia delle catastrofi”, che impone comunque ai governanti di affrontare i problemi (cibo, energia, acqua, rifiuti, effetto serra, mutazioni climatiche), sempre con enorme ritardo, da pagarsi in vite umane, rispetto alle necessità, la soluzione prescelta non sia mai la migliore, in direzione del bene comune, quanto quella che consenta il maggior sperpero di denaro pubblico, l’amministrazione della clientela, la miglior rendita di posizione.

Calati in tale triste realtà, una lotta contro l’eolico può apparire persino grottesca, quando le alternative che la politica può immaginare, nella sua folle corsa verso “la crescita”, “lo sviluppo” (di chi, perché, a prezzo di cosa: siamo maturi per chiedercelo?), si chiamano combustibili fossili (la sensibilità comune pilotata ormai accetta, o rimuove, le stragi di civili, le guerre, per il petrolio) o nucleare (con scorie che si neutralizzano in qualche milione di anni). Ma non per questo dobbiamo tacere su sfasci, devastazioni, speculazioni.
Se gas, petrolio, carbone o nucleare, rappresentano soluzioni anche peggiori, si deve comunque dire che l’opzione eolica, che per suoi limiti intrinseci non può nemmeno dirsi soluzione, tanto più come si configura in Italia, rappresenta l’ennesimo selvaggio, forse definitivo, attacco al territorio, e un temibile assalto alla diligenza del denaro pubblico.
Con nessun vantaggio economico per le popolazioni.
E benefici ambientali trascurabili. Probabilmente nulli.




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Oggi in Italia con l'eolico facciamo una frazione infinitamente piccola dell'energia necessaria per far funzionare il nostro mondo civile. Se si vuole dall'eolico un apporto energetico fondamentale per il nostro paese, di queste torri eoliche dovremmo farne non delle centinaia ma delle migliaia, e forse anche delle centinaia di migliaia. (Carlo Rubbia)

In tutto il Paese cresce la reazione contro la trasformazione del paesaggio in un campo di asparagi a causa del crescente numero dei mulini a vento. Dal punto di vista economico un ulteriore incremento non ha senso: sono stati inghiottiti miliardi di sovvenzioni, ma l’utilità per l’ambiente pare sia stata molto limitata. (Der Spiegel)

Quando si giungerà al limite dei 5000 MW installati, con 5000/6000 torri medie da 80 metri, allora si coprirà il 3,3 per cento del fabbisogno di energia elettrica e si sarà risparmiato, sia ben chiaro, solo l'1,1 per cento del consumo totale italiano di petrolio ed altri combustibili fossili. (Comitato Nazionale del Paesaggio)

Addirittura, l'incentivo rende conveniente anche un impianto eolico di scarsa ventosità, al di sotto dei 5 metri al secondo, che funziona, non 2.000 o 3.000 ore all'anno, ma anche solo 1.000 ore. Ecco perché in Italia si è verificata la corsa alla costruzione di impianti eolici, anche in siti che, in Germania, in Danimarca o in Gran Bretagna, non verrebbero nemmeno presi in considerazione per la loro scarsa produttività. Gli operatori hanno abbastanza da guadagnare anche in siti non idonei, e possono promettere compensi ai Comuni per agevolare il rilascio delle autorizzazioni all'installazione degli impianti. (Amici della Terra – Gruppo d’Intervento Giuridico)

L'irrompere dei parchi eolici, con le centinaia di torri d'acciaio alte fino a 140 metri e i relativi pesanti basamenti interrati di cemento, va invece in tutt'altra direzione, quella di un processo di rapina del territorio … Anche nel caso dei "parchi eolici" è forte il ricatto economico. La localizzazione delle torri eoliche infatti comporta, per il comune che le ospita, una quota di partecipazione agli utili economici … (Gaia, il pianeta che vive; Raitre)

… scelte speculative, troppo care e soprattutto dannosissime per il territorio. È quello che sta avvenendo con l'eolico a scapito del solare, del risparmio e dell'uso più efficiente dell'energia … Dietro tutto questo vi è la fame di soldi dei piccoli comuni abbindolati dalle sovvenzioni e, ancor più, i profitti vertiginosi delle industrie produttrici degli impianti eolici … (Mario Pirani, La Repubblica)

Stiamo commettendo un atroce danno ambientale per un piatto di lenticchie. I megawatt di energia eolica non raggiungono lo 0,5% del fabbisogno energetico nazionale, ma in compenso abbiamo ottenuto lo scempio di Campania, Molise, Abruzzo, Puglia e Sardegna. (Carlo Ripa di Meana)

L'utile lordo delle imprese è aumentato di otto volte in quattro anni. Ecco perché l'Italia viene descritta nei report delle banche d'affari come la nuova frontiera, l'isola del tesoro, il paese della cuccagna … La firma dei dirigenti regionali sul pezzo di carta che dà il via libera a una centrale da 30 megawatt vale quindi 15 milioni di euro. Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi … Prendiamo la Sicilia … Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema … le turbine spesso non nascono dove c'è più vento, ma dove c'è un sindaco che si fa 'convincere' con l'assunzione dei figli, c'è l'interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no.
(Marco Lillo, L’Espresso)

La questione non finisce quì, chi ha diritto a impiantare parchi eolici? chi decide dove e quanto?

Stando alla prassi utilizzata sin'ora (a chie sin'de messada) chiunque può costruire parci eolici, alti, bassi, larghi, stretti, con o senza pediluvio, salvo poche limitazioni ambientali tra l'altro quasi sempre aggirate.
Non si tratta di essere prò o contro l'eolico si tratta del fatto che manca una pianificazione e programmazione degli interventi sulla base di quelle che sono le effettive necessità del territorio, del rispetto ambientale, ma soprattutto di parità di diritto edi giustizia sociale.

Per quattro soldi il comune di Bonorva a svenduto quel patrimonio ambientale, per altri mezzo soldo i proprietari dei terreni hanno vincolato i loro terreni, a discapito di un bene paesaggistico ambientale senza considerare le ricchezze archeologiche di quel territorio, che tuti diciamo essere patrimoni universale e quindi inalienabile.

Dal punto di vista della giustizia sociale , provate ad immaginare se Macomer Bortigali, Birori, Sindia, Cossoine, Giave e tutti gli altri territori , decidessero di tirare sù parchi eolici; qualcuno dovrà pur dire perchè nel territorio del tuo paese si e nel mio no, chi glielo spiegha al pastore o proprietario privato che nel mio terreno si può e nel suo no.

Se c'è qualche giurista, qualche saggio o qualche politico che mi sa dare uno straccio di risposta lo faccia subito perchè la confusione che circola è tanta.

admdortos
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Eolico selvaggio

Oggi sono stato al porto di Oristano e prima che mi cacciassero invitassero ad andarmene, ho fatto tante belle foto, praticamente il piazzale del porto è invaso da decine e decine di pale, rotori e tronconi di torre, ho fatto in tempo a contare i pezzi di almeno venti nuove torri, trovate le nuove foto qui.

Una delle 3 pale da 40 metri caricata su camion

...ricordo che quest'inverno in un incontro a Bonorva fui l'unico ad avvertire che questi mostri avrebbero deturpato irrimediabilmente quella zona, purtroppo si preferì argomentare che le pale erano utili e che bisognava piuttosto pretendere un affitto più alto....


Interno di troncone di torre



Per chi avesse perso il servizio di exit.

Raccolta di dichiarazioni sull'eolico selvaggio.

betile
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a proposito di eolico e di nucleare
cosa dice RUBBIA

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/ambiente/nucleare3/rubbia-inter...

forse e bene che noi sardi iniziamo a muoverci

admdortos
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Al disastro della montagna bonorvese va aggiunto lo scempio al patrimonio archeologico, per chi non lo sapesse, quella è anche una zona molto ricca di monumenti, ecco perché la soprintendenza si opponeva alla realizzazione.
Giovanni Lilliu profondo conoscitore della zona ne scrive su "La Civiltà dei Sardi" pag. 549, 550 etc, dove rileva numerose Muras i "castra" degli antichi Ilienses, Mura S'Eligheddu, Cariasas, Tilipera, Aeddo, Baddadolzu. Probabilmente bisognava ascoltare di più la Soprintendenza e di meno le ditte eoliche, ma se proprio volevano realizzare il parco perché non farlo lungo il tracciato della 131?

admdortos
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Il Golfo degli Indignati

Questo è il panorama del Golfo degli Angeli visto da Sarroch, uno dei posti più allucinanti della Sardegna.
Sarroch è un paese letteralmente incastrato dentro una sconfinata raffineria, i cui enormi serbatoi sbarrano l'accesso e la discesa a mare del paese che vive costantemente avvolto da un lezzo maleodorante.

Orbene se c'è un posto dove le pale eoliche off-shore non compromettono nulla che non sia già irrimediabilmente compromesso è proprio il Golfo degli Angeli, tra porto industriale, traffico aeronautico e navale, due lunghissimi pontili al servizio delle zone industriali di Macchiareddu e Sarroch, onestamente non si capisce questa levata di scudi contro gli aerogeneratori.
È stucchevole come tutta la classe politica si indigni per lo "scempio" del mare cagliaritano e non mostri alcun interesse per quello che è avvenuto nel nostro entroterra, è pur vero che questi vivendo a Cagliari non conoscono nulla del resto dell'isola che pretendono di governare.
Cosa ne sanno questi romantici osservatori dell'orizzonte marino di quello che essi stessi hanno autorizzato a Campeda, sul Grighine, in Ogliastra ed in altri posti bellissimi dell'interno, probabilmente non sapevano nemmeno cosa stavano facendo, non per questo li perdoneremo mai!

rebeccu wilderness
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Govardu
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Eolico selvaggio

Bonorva, dissesto idrogeologicoaprile 23, 2010
Bonorva, Sardegna il Caso eolico .
Venerdì scorso, in consiglio comunale, il sindaco Mimmia Deriu ha comunicato ai consiglieri l’ordine di sospensione dei lavori, adottato dal responsabile del settore urbanistica, a carico dei responsabili della costruzione del nuovo parco eolico Campeda-Bonorva. Secondo quanto si legge nell’ordinanza, pubblicata all’albo pretorio, il responsabile del settore urbanistico avrebbe assunto il provvedimento in seguito ai controlli effettuati per accertare la conformità dei lavori di costruzione della viabilità del nuovo parco.

Fonte: Regione Sardegna rif. in - la mozione n. 24 del 7 ottobre 2009
fonte: Giustizia e Libertà Comitato D'Azione, fratres3
Scritto da: Via dal Vento – 23 aprile 2010 Archiviato in Sardegna.

admdortos
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Eolico selvaggio

Clickare per leggere L'Espresso ==>>

frinas
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Eolico selvaggio

admdortos ha scritto:
Clickare per leggere L'Espresso ==>>

ULTIMORA: Non possono fare a meno di scriverne anche sull'Unione; evidentemente sa cosa est po che bulliàre...
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/179459

spiderman
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Eolico selvaggio

Siamo cosparsi di pale eoliche più o meno attive che girando, mosse dalla piacevole brezza isolana, producono energia ed a loro volta, indirettamente, aumentano l’espettorato del Dio Eolo. Ma tale più o meno piacevole “elemento della natura” è anche rimpinguato dalle pale o meglio dalle “palle” di noi sardi che ruotando velocemente mosse da rabbia e sconcerto, visto quello che sta accadendo, potrebbero produrre non energia ma trombe d’aria…..spero politiche e spero alla prossima tornata elettorale. Non entro nell’aspetto prettamente tecnico-logistico sull’eolico perché mi sto ancora documentando, mi riservo di dire compiutamente la mia a “cognitio causa” avvenuta.
Non si fa in tempo a prendere atto di un’indagine o di una sentenza di condanna che ne spunta subito un’altra……………..…in Italia stiamo vivendo un momento politico paragonabile alla supercazzola brematurata con scappellamento a destra (vgs. cit. del Conte Mascetti - nel film Amici miei – 1975).
Da una rapida rassegna stampa odierna si evince che l’inchiesta dei magistrati romani sulle energie rinnovabili in Sardegna è tesa a svelare gli interessi di un presunto comitato d’affari, composto, a quanto pare, da onorevoli e uomini di governo, ai quali gli inquirenti sono arrivati grazie alle indagini già avviate dalla Procura di Firenze sugli appalti a La Maddalena, anche quella una bella storia, senza parlare della famosa costruzione del carcere di Sassari…... L’On. VERDINI, coordinatore del PDL, nonché presidente del Credito Cooperativo Fiorentino, nonché titolare del 15% delle azioni della società editrice del quotidiano “Il Foglio”, nonché indagato dalla Procura di Firenze per il reato di concorso in corruzione e da quella di Roma per un’inchiesta su una presunta “lobby” che avrebbe gestito degli appalti pubblici in maniera illecita, rimanda al mittente le accuse dichiarando: “”Non mi dimetto. Vengo descritto come un boss mafioso o un burattinaio che mette tutti insieme. Ma i fatti sono fatti. C’è bisogno della figura del manovratore e la vogliono dare a me. Ma non ho questa patente. Basta con il circo mediatico””. Siamo alle solite, la colpa è dei giornalisti e dei magistrati che a quanto pare si sono formati la convinzione che a gestire le danze, accanto a qualcuno, sarebbe stato il faccendiere Flavio Carboni, uomo di collegamento tra la politica e un gruppo di imprenditori. “Rebeccu W.” scrive bene e si difende il suo prezioso territorio, come bene, a parer mio, ha scritto “adm” precedentemente, ciò nonostante il problema dell’approvvigionamento di energia è importante, bisognerebbe farlo in maniera di non deturpare l’ambiente e soprattutto in modo tale da non ammorbare l’aria che respiriamo e quella che respireranno i nostri figli, nipoti e pronipoti, che forse non si ricorderanno nemmeno di noi.
Stasera non perdetevi “Anno zero”…..fuochi e fiamme assicurati!

Chi hat azza, hat parte. - Chi ha coraggio, vale.

admdortos
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Eolico selvaggio

Ormai ne scrivono tutti, ed è evidente che le dichiarazioni del signor Andrea Prato fatte a Silanus sono BALLE, l'eolico selvaggio è stato voluto dalla cricca di Cappellacci già 6 anni fa, quindi è arrivato lo stop di Soru, come ben sanno a Bonorva, poi quando la cricca è tornata al governo della Regione hanno completato l'opera, revocare il blocco ai lavori equivale ad autorizzarli. Attendiamo che ora chi ha sbagliato paghi e vada via.

La Nuova Sardegna ha scritto:
Morittu: assalto all’eolico nei nove mesi della giunta di Masala e Cappellacci
di Roberto Morini
Caterina Pes: il doppio gioco del governatore potrebbe riguardare anche le centrali nucleari Mario Floris: il presidente fornirà certamente tutti i chiarimenti richiesti

SASSARI. «A partire dal 2000, allettati dagli incentivi lanciati dal governo, sbarcarono nell’isola i mediatori che opzionarono tutti i terreni ventosi con qualche soldo ai proprietari e promesse di un futuro di affari ai Comuni». Inizia così la ricostruzione di Cicito Morittu dell’affaire eolico.

«Fu come con le chiudende - prosegue l’assessore all’Ambiente della giunta Soru - una corsa a impadronirsi di terreni appetibili. Poi, nei nove mesi della giunta Masala-Cappellacci, tra il settembre del 2003 e il maggio del 2004, ci fu il secondo assalto da parte dei padroni del vento con le richieste di autorizzazione che piovvero sulla Regione». In realtà in quei mesi furono almeno nove le valutazioni di impatto ambientale di impianti eolici passate con esito positivo, oltre ad almeno tre autorizzazioni paesaggistiche.

Sulla scia delle denunce fatte dal suo ex governatore nell’intervista alla Nuova, Morittu decide di scendere in campo nella guerra delle energie rinnovabili, su un terreno reso impervio dalle inchieste della magistratura e dal duro scontro politico che quelle indagini hanno provocato, con quattro indagati tra cui il coordinatore nazionale del Pdl Loris Verdini e il discusso finanziere di Torralba Flavio Carboni, oltre al direttore generale dell’Arpas Ignazio Farris e al consigliere provinciale del Sulcis, legato allo stesso Carboni, Pinello Cossu. E con altri che nel frattempo potrebbero essere stati iscritti dalla Procura di Roma sul registro degli indagati anche solo per atto dovuto, per poter compiere cioè atti d’inchiesta come le recenti acquisizioni di documenti informatici contenuti nelle memorie dei computer di dirigenti della Regione e del Comune di Porto Torres.

Morittu non ha dubbi: «L’assalto avvenne prima che si insediasse la giunta Soru. Già nel 2003, con la giunta Pili, fu l’opposizione di centrosinistra a presentare e votare l’emendamento che che rendeva obbligatoria la valutazione di impatto ambientale per gli impianti eolici. E per il resto lo stesso Soru ha detto alla Nuova che con lui alla Regione persone come Carboni non si sarebbero mai avvicinate agli uffici cagliaritani. E io aggiungo che in quel periodo, quando ero assessore, non ho mai avuto la sensazione di pressioni di affaristi. Pressioni politiche, del resto più che lecite, sì, come quelle di Greenpeace e di altre associazioni ambientaliste, che volevano maggiori liberalizzazioni, mentre noi avevamo fissato regole molto rigide». Un gruppo imprenditoriale lo incontrò anche lui. Ricorda oggi Morittu: «Mi chiamò Roberto Schirru, consigliere comunale a Sassari, e mi chiese di incontrare alcuni dirigenti del gruppo Falk. È un gruppo molto serio e accettai di parlarci. Ma solo per dire loro che, nonostante avessero superato la Valutazione di impatto ambientale, approvata dalla giunta Masala, le nuove regole erano chiare: niente impianti fuori dalle zone industriali. I dirigenti della Regione allora erano motivati, andavano con decisione ad affrontare le battaglie legali quando c’erano. La linea era chiara».

E ora? «Ora - afferma Morittu - la situazione è confusa. All’interno del centrodestra, come dimostrano i duri attacchi di Mauro Pili a Cappellacci, ci sono due gruppi contrapposti. Le nuove linee guida non sono per niente chiare, come non è affatto chiaro il ruolo della futura agenzia Sardegna Energia, che, se nascerà, ha molte probabilità di essere subito cancellata dalla Corte costituzionale e dall’Unione europea. E questa grande confusione avviene nel momento del maggiore attacco, quando stanno per scadere gli incentivi, che dal primo gennaio del 2011 dovrebbero essere notevolmente ridotti, e mentre Terna potrebbe aumentare il tetto di energia producibile nell’isola con il raddoppio del Sapei, il cavo che ci collega alla terraferma». Un assalto che per Morittu ha protagonisti evidenti: «Quel mondo degli affari poco chiari - spiega - che è tornato allo scoperto quando è caduta la giunta Soru. Un mondo degli affari che, dopo la scoperta che tra i protagonisti c’erano personaggi come Carboni e Verdini, evidentemente ha legami stretti con la massoneria».

E, per dimostrare che Soru non è solo, che sulla scia delle inchieste della magistratura anche l’opposizione di centrosinistra sta cominciando a muoversi, sulla vicenda interviene anche Caterina Pes, deputato del Pd, ricordando l’assalto all’isola dei primi anni Duemila consentito da «contrattazioni asimmetriche tra giganti industriali e piccoli Comuni, dai perenni conti in rosso», ricordano lo stop di Soru e denunciando le scelte di Cappellacci «che nelle pubbliche dichiarazioni si schiera contro l’eolico per poi far cadere di fatto tutti i vincoli posti dalla giunta Soru».

Pes ricorda anche che il caso off-shore è tutt’altro che chiuso: «Perché - si chiede - la maggior parte dei colleghi del Pdl, sardi e sostenitori della giunta Cappellacci, hanno votato a favore della legge che delega al ministero dell’Ambiente l’autorizzazione dei parchi eolici off-shore, scippando tale potestà alle Regioni e alle amministrazioni locali?» Il deputato Pd conclude con un allerta: «È necessario vigilare affinché questo doppiogiochismo utilizzato sul fronte eolico non sia declinato in parallelo anche sul fronte nucleare». Proprio a proposito del nucleare in Sardegna Cappellacci aveva detto: dovranno passare sul mio corpo. «Siamo sicuri che non ci siano già passati?» si chiede Caterina Pes.

E a proposito di episodi che segnerebbero una contiguità tra il governatore Cappellacci e personaggi indagati come Carboni e Verdini, incontri che emergerebbero dall’inchiesta della Procura di Roma e che i protagonisti non hanno smentito, il leader dell’Uds Mario Floris rivolge un appello al centrodestra, ribadendo che «il garantismo non è un optional, ma va praticato sempre e per tutti». «Siamo sicuri - dice Floris - che il presidente Cappellacci saprà fornire tutti i chiarimenti richiesti. Il dato più importante l’ha già ricordato: la giunta da lui guidata non ha rilasciato dall’inizio della legislatura nessuna autorizzazione per impianti eolici. Questi sono i fatti. Il resto sono strumentalizzazioni che respingiamo al mittente. Il garantismo non è un optional, ma va praticato sempre e per tutti».

spiderman
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Eolico selvaggio

Riporto alcuni passaggi tratti dal libro “Cose di Cosa Nostra”, venti interviste fatte da Marcelle Padovani al Giudice Falcone tra il marzo e il giugno 1991, che a quanto pare, viste le ultime allarmanti notizie, calzano a pennello nel topic:

“””Al momento dell’iniziazione, il candidato o i candidati vengono condotti in una stanza, in un luogo appartato, alla presenza del “rappresentante” della “famiglia” e di altri semplici uomini d’onore. A questo punto il primo espone ai futuri affiliati le norme che regolano l’organizzazione, affermando prima di tutto che quella che comunemente viene detta mafia si chiama, in realtà, Cosa Nostra. Avverte quindi i nuovi venuti che sono ancora in tempo a rinunciare all’affiliazione e ricorda loro gli obblighi che comporta l’appartenenza all’organizzazione fra cui: non desiderare la donna di altri uomini d’onore, non rubare, non sfruttare la prostituzione, non uccidere altri uomini d’onore, dimostrare sempre un comportamento serio e corretto, mantenere con gli estranei il silenzio assoluto su Cosa Nostra, non presentarsi mai ad altri uomini d’onore da soli, in quanto le regole impongono che un altro uomo d’onore, conosciuto da coloro i quali devono mettersi in contatto, garantisca la rispettiva appartenenza a Cosa nostra, pronunciando le parole: ””Quest’uomo è la stessa cosa””. Nel corso della cerimonia a ognuno si chiede con quale mano spara e gli si pratica una piccola incisione sul dito indice della mano indicata, per farne uscire una goccia di sangue con cui viene imbrattata una immagine sacra: molto spesso quella dell’Annunziata, la cui festa cade il 25 marzo e che è ritenuta patrona di Cosa Nostra (roba da rotolarsi in terra con le convulsioni!!!!) All’immagine viene quindi dato fuoco e l’iniziato, cercando di non spegnerlo mentre la fa passare da una mano all’altra, giura solennemente di non tradire mai le regole di Cosa Nostra, meritando in caso contrario di bruciare come l’immagine. Mentre l’indice dell’iniziato viene punto, il rappresentante gli ingiunge in tono severo di non tradire mai, perché si entra in Cosa Nostra col sangue e se ne esce solo col sangue. Non tutti possono aderire a Cosa Nostra. Quest’università del crimine impone di essere valorosi, capaci di compiere azioni violente e, quindi, di saper uccidere. Ma non è questa la qualità fondamentale. Sapere uccidere è condizione necessaria, ma non sufficiente. Molte altre devono essere soddisfatte. L’appartenenza a un ambiente mafioso, i legami di parentela con uomini d’onore costituiscono nella fase iniziale un grande vantaggio. Tra le qualità indispensabili richieste, il pentito Salvatore Contorno ricorda l’essere di sesso maschile, il non avere alcun parente in magistratura e nelle forze dell’ordine. L’insulto più sanguinoso per un uomo d’onore consiste nell’affibbiargli l’appellativo di “sbirro” o di “infame”. Il giudice Falcone ricorda che a Trapani, agli inizi della carriera, durante un litigio tra Mariano Licari, boss di Marsala, e un altro mafioso, “Sei uno sbirro!” gridò il primo. E l’altro ribattè: “Se io sono uno sbirro, tu sei un carabiniere a cavallo!”. Nessuno troverà mai un elenco degli appartenenti a Cosa Nostra né alcuna ricevuta dei versamenti delle quote. Il che non impedisce che le regole dell’organizzazione siano ferree e universalmente riconosciute”””.

Quindi, Spider dice….: apriamo gli occhi in Sardegna, non facciamoci fottere, se no è veramente la fine!!!!

spiderman
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Eolico selvaggio

“A quanto pare ai boss piace la Sardegna….” a dirlo sono Fabrizio Gatti e Claudio Pappaianni in un “reportage” pubblicato su “L’Espresso” oggi, ne riporto uno piccolo stralcio:

“””Sandokan e il boss delle stragi. Eccoli che passeggiano spalla a spalla. Te li immagini mentre parlano sottovoce all’ora d’aria nel supercarcere di Opera, appena fuori Milano. Francesco Schiavone, 57 anni, il capo dei capi di Gomorra, e Giuseppe Graviano, 47, l’ergastolano delle bombe di Cosa Nostra. Quello che è successo qui, nella zona Macchiareddu, area industriale di Cagliari, cuore dell’inchiesta su politica ed energie alternative, sembra la proiezione affaristica di quegli incontri pacifici avvenuti lassù, in Lombardia. Il coinvolgimento del coordinatore nazionale del PDL, Denis Verdini, indagato la scorsa settimana per corruzione, è il risvolto politico. La partita si gioca tra imprenditori della zona grigia. Nomi sbarcati in Sardegna dopo aver costruito impianti eolici in Campania e Sicilia. Come la famiglia di Salvatore La Marca, storico sindaco di Ottaviano, ras dei rifiuti, amico di Raffaele Cutolo, due discendenti in affari con le discariche dei casalesi......omissis……L’odore di questo nuovo patto si respira proprio nel profondo sud sardo. Dove le pale eoliche sono l’ultima frontiera dello Stato da mungere. Solo che le sovvenzioni non finiscono a società dell’isola. Vanno nelle tasche di imprenditori venuti da fuori……omissis…..l’obbiettivo è occupare il territorio. Comprometterlo…….omissis…..In gioco ci sono anche gli appalti per il rinnovo delle reti idriche. Su questo capitolo la Regione Sardegna deve spendere 410 milioni entro il 31 dicembre 2010. Sono 13 milioni e mezzo a settimana . In caso contrario si vedrebbe ridurre per i prossimi anni i fondi FAS per le aree sottoutilizzate…. ”””

Parla Spider:
Come mai il presidente Cappellacci oggi non era in Commissione Energie Rinnovabili in Regione? ………pare che non sia stato convocato…….mah!

Cosa abbiamo fatto di così male per continuare ad essere trattati e sfruttati in questo modo? Perché continuano inesorabilmente a prenderci per i fondelli? Perché continuano a saccheggiare come bucanieri le nostre risorse? Perché continuano a deturpare i nostri territori già pesantemente penalizzati dal sottosviluppo e dal lavoro che manca?………e adesso pure la criminalità organizzata………mancava la ciliegina sulla torta gusto merda…..e no!!!

E che non mi vengano a dire che i nostri attuali politici locali non hanno responsabilità, perché sarebbe un insulto alla mia intelligenza ed a quella dei miei corregionali….”adm”…. mi sa che mi sta risalendo la pressione arteriosa.......e si rischia che si inneschi qualche pesante turpiloquio…..ma una promessa è promessa o meglio impegno….e quindi, mio malgrado, mi tengo tutto dentro…...con immensa gioia del mio stomaco……… ………….aufidersen!

“”””Non bisognerebbe mai parlar male di se stessi…… ci pensano gli amici ed i parenti ad affrontare a sufficienza l’argomento”””

admdortos
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Re: Eolico selvaggio

spiderman ha scritto:
(....)
E che non mi vengano a dire che i nostri attuali politici locali non hanno responsabilità, perché sarebbe un insulto alla mia intelligenza ed a quella dei miei corregionali…(...)

Ne sono certo e convinto, eppure quando mi son permesso di ricordarlo all'assessore Prato qualcuno si è offeso, qui dentro seguiamo questa vicenda da molti mesi, ma (quasi) nessuno schieramento politico si è apertamente schierato contro queste lampantissime speculazioni.

PS
Per citare un testo devi racchiuderlo tra i seguenti tags "quote" per cominciare e "/quote" per terminare es.:

Quote:
testo da citare

admdortos
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Eolico selvaggio

Ora si che stiamo facendo ridere tutto il mondo!
Ma vi rendete conto dell'onore di essere indagati insieme con Verdini e Flavio Carboni, il must dei must.

Radio Press ha scritto:

Scandalo eolico: Cappellacci indagato per corruzione e abuso d'ufficio, sotto esame nomine e incontri con Flavio Carboni

Oggi alle 9.06
Il presidente della Regione Ugo Cappellacci è indagato dalla Procura di Roma per corruzione e abuso d'ufficio, nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico. La conferma dell'iscrizione del governatore nel registro degli indagati è arrivata nella serata di ieri: il suo nome si aggiunge a quelli illustri del coordinatore nazionale del PDL Denis Verdini e dell'uomo d'affari Flavio Carboni, e a quelli del direttore dell'Arpas Ignazio Farris e dell'Autorità d'Ambito Franco Piga, entrambi nominati a quelle cariche dalla Giunta Regionale.

E proprio quelle nomine, oggi, insieme agli incontri (almeno cinque, secondo gli investigatori) con Flavio Carboni, sono parte dell'indagine dei magistrati capitolini. Le frequentazioni con Carboni, 78 anni, di Terralba, implicato in numerose inchieste negli ultimi decenni (tra cui quella per l'omicidio del banchiere Roberto Calvi, da cui è stato assolto in appello proprio pochi giorni fa), sono tra gli elementi che la Procura sta approfondendo.

I magistrati sospettano l'esistenza di un comitato d'affari, guidato da Flavio Carboni, che tentò di inserirsi nel business delle rinnovabili (e dell'eolico offshore in particolare), che avrebbe cercato di entrare in contatto con Cappellacci (attraverso Verdini) per decidere nomine (quelle di Piga e Farris), allentare vincoli normativi (con il collegato alla Finanziaria del 2009) e di fatto mettere le mani sull'affare delle rinnovabili.

Notiziario di SkyTg24

spiderman
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Eolico selvaggio

Adm….ho letto il tuo ultimo post, ho preso visione delle prime pagine dei quotidiani locali e nazionali, ho fatto una carrellata delle “news” Ansa, Agi, Adnkronos….etc. etc…….che dirti……hai scritto bene, abbiamo scritto bene….e già da tempo…… e, nello specifico, te lo riconosco!!.......Come penso tu abbia capito….. non ho peli sulla lingua e ti dico: ci sono buone possibilità che non partecipi, come elettore, alle prossime tornate elettorali per il rinnovo della nostra Provincia! Lo dico con amarezza e disorientamento, credimi, io che non ho mai disertato nessuna “tornata elettorale”……anche in occasione di un referendum…..ma stavolta penso di andarmene al mare con la mia famiglia…..un gelato, una chiacchierata con amici, una bella strisciata di birra ghiacciata….…..se ci scappa una pizza a fine serata…….e al diavolo le urne!! Lo dico con cognizione di causa, lo ripeto, ma penso che difficilmente cambierò idea. Non avrei mai pensato di arrivare a tanto…. io……. che l’espressione del voto l’ho sempre considerata (e la considero) come la massima espressione di democrazia e libertà che un cittadino possa esprimere. Al momento sono sinceramente spiazzato, l’infermiera che muore “forse a causa dei salassi” perché non gli hanno pagato le competenze spettanti, i nostri poveri e disperati operai in protesta che vengono letteralmente presi per il culo, chi dovrebbe rappresentare il popolo sardo nel mondo…… immischiato in queste turpi vicende degne di prima Repubblica, la ricerca affannata di poltrone e centri di potere da parte dei partiti politici…..non curanti dei gravi problemi sociali…….., riporto alcune frasi scritte diversi anni fa da Palmiro Togliatti su Antonio Gramsci:

““”””Sardo fu Antonio Gramsci, sardo di nascita; sardo perché amò la sua terra d’immenso amore, l’amò cos’ì com’essa è, con la sua bellezza semplice, con le sue asperità, con i suoi contrasti, con le sue sofferenze, con le sofferenze del popolo sardo che egli conobbe, comprese, condivise. Immagini di questa terra accompagnarono il nostro compagno indimenticabile fino agli ultimi giorni della sua esistenza: teneri ricordi d’infanzia, memorie di scuola che ritroviamo oggi nelle sue lettere, espressi con parole semplici, nobilissime, lontane da ogni infingimento letterario, da ogni artificio di declamazione oratoria…omissis…..ma sardo fu Gramsci perché dalla conoscenza delle condizioni e dei dolori della sua terra, dalla conoscenza delle sofferenze del popolo che l’abita venne a lui l’impulso a porre in modo nuovo, diverso, i problemi del rinnovamento non soltanto della vita della Sardegna, ma della vita della struttura di tutta la società italiana. Sardo fu questo impulso; di qui esso partì. Questo non dimenticheremo mai. Questo non potremo mai dimenticare””””””.

Questo passaggio di Palmiro Togliatti a parere di Spider è attualissimo…..bisognerebbe farlo leggere ai nostri attuali esponenti politici locali………ci sentiamo!

“”””Non bisognerebbe mai parlar male di se stessi…… ci pensano gli amici ed i parenti ad affrontare a sufficienza l’argomento”””

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Eolico selvaggio

Per VS informatzione vi autorizzo a mandare a quel paese quelli che ancora sostengono che l'eolico selvaggio è stato definitivamente bloccato.

Se vi mettete sulla SS 131 potrete assistere ad un gran traffico di pale eoliche in uscita dal porto di Oristano in direzione nord dal primo mattino fino a notte fonda, .... stasera (18.05.2010 h 20:00) la carovana elettrica ha fatto tappa al distributore di Tramatza per un caffettino.

Il piazzale del porto invece è ancora invaso dai pezzi delle pale da erigere e a giudicare dal grande fervore hanno una gran fretta di smaltire il lavoro arretrato prima che li arrestino tutti.

Aspettiamo pertanto fiduciosi l'intervento di Cappellacci in aula per capire chi ha autorizzato i lavori, visto che finora è un segreto paragonabile a quello di Fatima.

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Appalti eolico, arrestato Carboni

Appalti eolico, arrestato Flavio Carboni

L'imprenditore 78enne è stato condotto a Regina Coeli alle prime luci dell'alba. Finito in manette anche l'ex democristiano Pasquale Lombardi. Nell'inchiesta erano già coinvolti il parlamentare del Pdl Verdini e il governatore della Sardegna Cappellacci

08 luglio, 2010

L'imprenditore Flavio Carboni

 

L'imprenditore Flavio Carboni è stato arrestato a Roma dai carabinieri e condotto, alle prime luci dell'alba, nel carcere di Regina Coeli. La richiesta d'arresto è stata effettuata dai pm della Procura capitolina Rodolfo Sabelli, che indagano su presunti appalti illeciti in Sardegna legati all'energia eolica. Nell'inchiesta sono anche coinvolti il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci.

Renato Borzone, legale dell'imprenditore 78enne, ha fatto sapere che presenterà immediato ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento che gli è stato appena notificato.

Com'è noto, nel 1997 i magistrati di Roma avevano collegato Flavio Carboni, l'ex boss della Magliana Ernesto Diotallevi e l'ex cassiere della mafia Pippo Calò all'omicidio del banchiere Roberto Calvi, ma i tre erano stati già assolti nel 2007 per insufficienza di prove. L'assoluzione era stata poi confermata in secondo grado

il 7 aprile 2010

Nell'ambito dell'inchiesta sugli impianti eolici in Sardegna la Procura di Roma ha inoltre disposto l'arresto di Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco di Cervinara, in provincia di Avellino. L'uomo si trova attualmente nella casa circondariale di Bellizzi. Oltre a Carboni e Lombardi i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, coordinati dal maggiore Bartolomeo Di Niso, hanno arrestato a Napoli l'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale del capoluogo partenopeo. 

I reati contestati a Carboni, Lombardi e Martino sono quelli di associazione per delinquere e violazione degli articoli 1 e 2 della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli ipotizzano che i tre siano i componenti di una superloggia segreta, punto di riferimento per politici e imprenditori.

Guarda anche:
Appalti eolico, indagato Cappellacci Appalti in Sardegna, Verdini si difende
Appalti in Sardegna, Verdini indagato per corruzione

Serimu
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spiderman
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Flavio, Flavio...

E si, caro Flavio, stavolta ti hanno blindato sul serio, ma stai tranquillo, hai quasi 80 anni e quindi in gattabuia rimarrai poco.
 
Sei veramente un ragazzaccio incorreggibile, è stato più forte di te…..lo sappiamo, lo sappiamo che le associazioni a delinquere di stampo nostalgico ti piacciono ancora, ti definiscono come un imprenditore…direi più come un “prenditore”, hai visto mai che quando ti rilasciano magari i tuoi cari amici del PDL ti propongono per un nuovo Ministero, quello per l’Attuazione della fuga con malloppo…dai scherzo, lo sai che sono un guascone, poi considera tra l’altro che in questa brutta storia c’è invischiato anche il nostro governatore Cappellacci (a proposito come si scrive con 2P o con P2).
 
Ti definiscono come un faccendiere per tutte le stagioni, non preoccuparti….sono tutte maldicenze, come terribili calunnie sono i tuoi coinvolgimenti nell’assassinio di Roberto Calvi, il sequestro di Aldo Moro, la scomparsa di Manuela Orlandi, strani contatti con componenti della Banda della Magliana o magari nei piani sovversivi del “venerabile” Licio Gelli. 
D’altra parte sei stato condannato solo una volta, 8 anni e sei mesi di reclusione per il fallimento del Banco Ambrosiano, insieme a Licio Gelli e Umberto Ortolani (rispettivamente 12 anni di reclusione) e a quel “simpaticone” di Francesco Pazienza, condannato a otto anni. Poi, una bella compilation di assoluzioni…..dai Flavio, tutto sommato non ti è andata poi così male…ti ricordi la fatidica data del 17 giugno 1982, ponte di Blackfriars Bridge, il ponte dei frati neri, in quella incredibile farsa del suicidio di un certo Calvi, per te, caro Flaviuccio, il magistrato inquirente aveva chiesto l'ergastolo...
Se non sbaglio sei anche stato accusato di aver venduto “certo materiale” a monsignor Pavel Hnilicaad, alto prelato dello Ior, che dichiarò di voler proteggere il buon nome della Chiesa e di Papa Giovanni Paolo II. Assolto dall'accusa di essere stato il mandante del tentativo di omicidio di Roberto Rosone, il vice di Calvi all'Ambrosiano. E ancora, assolto dall'imputazione per falso e truffa ai danni del Banco di Napoli.
Sei proprio un paraculo ed hai iniziato ad esserlo fin dagli anni 70” con una serie di compartecipazioni in società immobiliari e finanziarie. In quegli anni ti muovi molto bene anche nel mondo dell'editoria: proprietario del 35% del pacchetto azionario della "Nuova Sardegna" ed editore di "Tuttoquotidiano", per il fallimento del quale sei stato condannato in primo grado ed assolto in appello per vizio di forma….ti ricordi??
Dai, Flavio, come puoi scordarti il tuo primo arresto in Svizzera nel 1982? Sei stato chiamato a rispondere, ma puntualmente assolto, oltre che per l'omicidio di Calvi, anche per la falsificazione del passaporto e l'espatrio clandestino del banchiere e per concorso in esportazione di capitali.
Sei un vero orgoglio di Sardegna, adesso ti ricordo un particolare avvenuto nel 1978, quando le BR hanno sequestrato Aldo Moro, se non erro avvicinasti esponenti Dc offrendosi di sollecitare l'intervento della mafia per la liberazione del presidente della Democrazia Cristiana. Qualche giorno dopo riferisti che la mafia non voleva aiutare Moro perché troppo legato ai comunisti…..ai lupi cattivi……, Flavio, Flavio……e di Demarcus che mi dici, con quel suo famoso dossier con nominati Cesare Previti e Stefania Ariosto…la conosci Stefania ehhhhh?
Spero vivamente che ti facciano marcire in galera, ma purtroppo non sarà così…..

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Venerdì Cappellacci a Roma

Venerdì Cappellacci esporrà ai giudici romani la sua verità.


 

Inchiesta Eolico, revocato
l'incarico a Ignazio Farris

La Giunta, su proposta del presidente Cappellacci, ha revocato l'incarico del direttore generale dell'Arpas "per il venir meno del rapporto fiduciario". Farris è indagato nell'inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna e deve essere interrogato dai magistrati della procura di Roma. L'ipotesi di reato è di concorso in corruzione
Ugo Cappellacci
CAGLIARI. Su proposta del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, la Giunta ha revocato l'incarico del direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, Ignazio Farris, "per il venir meno del rapporto fiduciario".

Farris, nominato lo scorso agosto, è indagato nell'inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna e oggi deve essere interrogato dai magistrati della procura di Roma. Farris è finito nel mirino dei pm per l'ipotesi di reato di concorso in corruzione. Proprio la sua nomina sarebbe avvenuta, secondo chi indaga, in modo irregolare per assecondare le pressioni di Flavio Carboni, che aveva bisogno di una persona di sua fiducia in quel posto chiave per gli appalti e i permessi per l'eolico.
(13 luglio 2010)

 

 

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Svolta sul parco eolico

lanuovasardegna.gelocal.it ha scritto:
Parco eolico di Nulvi, il pm chiede 6 rinvii a giudizio

Svolta nell’inchiesta avviata a Sassari due anni fa. La prima udienza già fissata per il 25 ottobre. La società che ha realizzato il parco, la Fri-El, è coinvolta nello scandalo P3. Sarebbero state commesse irregolarità sul piano ambientale e amministrativo

di Daniela Scano

SASSARI. Opere realizzate senza preventiva valutazione di impatto ambientale. Ma non solo, aerogeneratori piazzati senza rispettare le prescritte distanze da strade e terreni. E poi: concessioni edilizie varate in difformità della legge regionale 3 del 2004 e una società, la Fri-El Anglona, subentrata «in corsa» alla Fri-El Spa che nel 2003 aveva la titolarità dei progetti e delle licenze.

Il pubblico ministero Michele Incani ha chiesto sei rinvii a giudizio nell'ambito della inchiesta sul parco eolico di Nulvi e di Tergu. Il 25 ottobre si presenteranno davanti al giudice dell'udienza preliminare Maria Teresa Lupinu un amministratore e un tecnico comunale, un imprenditore e tre tecnici.

Apre la serie degli imputati Josef Gostner, 50 anni, di Bolzano, legale rappresentante della Fri-El Anglona e titolare con i fratelli Ernst e Thomas (che non sono coinvolti nella inchiesta) della società capofila Fri-El autorizzata alla costruzione del parco eolico. Seguono Francesco Mulargia, 72 anni, nato a Osilo ma residente a Tergu dove è stato sindaco fino alle ultime amministrative; e Gavino Domenico Manconi, 62 anni, capo ufficio tecnico del Comune di Nulvi. Tre i tecnici coinvolti nell'inchiesta: i fratelli Giuseppe e Carlo Luciano, rispettivamente di 47 e 43 anni, entrambi residenti a Nulvi e Francesco Mossa, 39 anni, residente a Macomer. I fratelli Luciano e Francesco Mossa sono chiamati in causa nella loro veste di direttori dei lavori di realizzazione del parco eolico. Nei giorni scorsi il decreto di fissazione della udienza è stato notificato agli avvocati difensori Luigi Esposito, Paolo Fais, Nicola Satta, Pasqualino Federici e Micaela Bianchi.

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La cricca eolica

Caterina Pes sul sito di Sardegna Democratica ha scritto:
(...)

L'assalto alla diligenza dei cosiddetti "Signori del vento" iniziò immediatamente: tra il 2001 e il 2004, sotto le giunte Pili e Masala-Cappellacci, furono avviate le procedure per la realizzazione di ben 87 impianti eolici per un totale di oltre 3500 MW di potenza e circa 3000 torri sparse tra le cime delle colline della Sardegna.

Si tentò così di comprare, per pochi denari, l'assenso sei comuni: così è accaduto a Buddusò, a Campeda, nel Grighine-monte Arci, a Uta. Tutto l'eolico oggi realizzato in Sardegna fu possibile grazie alle autorizzazioni delle giunte Pili e Masala-Cappellacci.

Vorrei precisare: le torri eoliche hanno un'altezza che varia tra i 60 e i 150 metri, e eliche lunghe sino a 30 metri. Vanno costruite in punti particolari del territorio, come le cime di monti o il mare, con un pesante impatto sul paesaggio. Nella quasi totalità questi impianti, il cui costo varia intorno ai 2 miliardi di vecchie lire per ogni torre, pagati da noi sotto forma di incentivi e facilitazioni, sono prodotti da grandi società del Nord Europa. Producono una quantità considerevole di energia, che alla Sardegna non serve, e la rivendono. Lasciandoci in cambio un forte inquinamento acustico e estetico. La devastazione del territorio.

La giunta Soru ha bloccato tutto questo. Con un'azione di tutela e programmazione del paesaggio senza precedenti.

Con l'approvazione del piano paesaggistico regionale (PPR) e del Piano Energetico sono state indicate le linee guida per la realizzazione di impianti eolici di grande taglia nelle zone industriali e in siti degradati; le condizioni e le modalità di produzione e approvvigionamento energetico in piccole realtà produttive con impianti eolici di piccola taglia;e le condizioni di sicurezza della rete di trasporto dell'energia.

Si è trattato, insomma, di un programma di sviluppo energetico, nella totale difesa e tutela del territorio, ma nella prospettiva di un nuovo sviluppo economico della Sardegna..

Ricordo allora la reazione del centro-destra:

La Spisa 2004: "saremo un isola senza energia". "si è detto no all'energia pulita del vento"
Matteoli 2005: "per lo stop all'eolico il governo chiederà i danni"
Liori 2005: "la Sardegna non può sopportare all'infinito le bizze degli ambientalisti da salotto che ci hanno anche imposto l'abbandono del nucleare. Adesso ci costringono a un vergognoso dietro front sull'eolico"
Mauro Pili definirà più tardi la legge salvacoste , che comprendeva le condizioni di tutela del paesaggio, una norma dannosa contro i sardi e la Sardegna.

Questa la storia. Con l'avvento del centrodestra nel 2009 in Sardegna, vengono aboliti gli accordi di programma e si è apre la strada ad affidamenti discrezionali e ahimè vorrei dire discrezionati dalla cosiddetta Agenzia Regionale.

Con la LR 3 (art 6, è stata infatti eliminata la competenza delle Province e dei Suap (sportello unico per le attività produttive) locali ed è stato accentrato tutto sotto il controllo della giunta regionale.

In più, col comma 8 viene approvata la deroga ai vincoli paesaggistici e , quindi, aperto il varco alla realizzazione di impianti eolici anche nei paesaggi costieri e, perché no, sul mare...

Sappiamo com'è finita. L'agenzia regionale viene affidata a tale Farris, indicato da tale Verdini, sotto pressione di tale Carboni.  A marzo il nostro presidente viene a conoscenza di essere indagato. Improvvisamente, a "babbo morto", come si dice, con improvvisa delibera di giunta, viene approvata, in tutta fretta, una legge che blocca qualsiasi realizzazione di impianti eolici.

(...)

admdortos
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Eolico, è la volta di Macomer

Tutti conosciamo la storiella del marito che si taglia il pisello per fare un dispetto alla moglie, mutatis mutandis è quello che hanno fatto gli amministratori di Macomer con la delibera sui parchi eolici.
Orbene a Macomer non si è discusso dell'opportunità di cedere vaste porzioni di territorio alla speculazione eolica, ma si è spostato il focus sulla presunta esautorazione del potere decisionale da parte della Regione.
Visto che la Regione avrebbe dato il via alla realizzazione di un parco eolico a Tossilo, il Consiglio comuanale alla (quasi) unanimità ha stabilito che Tossilo non è zona adatta per tali impianti individuando inveca in Campeda il sito ospite.
Una scelta sciagurata visto che l'altipiano risulta gia occupato dal parco eolico di Bonorva e diventerebbe ancora di più una selva di aerogeneratori.
Premesso che nessuno è contrario alla realizzazione di impianti eolici, la scelta del sito e sopratutto il reale beneficio per la comunità ospitatante dovrebbero essere le uniche preoccupazioni degli amministratori, quindi, a mio parere, la zona industriale Tossilo sarebbe sicuramente più indicata di Campeda.
Naturalmente visti i precedenti bisogna opporsi con qualunque mezzo al rilascio di licenze alle imprese puramente speculative che hanno fatto gia abbastanza danni a fronte di ricadute irrisorie sul territorio.

L'Unione Sarda ha scritto:
Macomer. 

Piano urbanistico

Il Consiglio modifica il Puc per fare spazio a nuovi parchi eolici

 

Mercoledì 02 novembre 2011
Una delibera del consiglio comunale modifica il Puc e il relativo regolamento edilizio di Macomer per localizzare impianti eolici. La scelta dell'amministrazione individua unicamente la zona nord del territorio comunale delimitata dalla strada provinciale “Sa Bonorvesa” e prospiciente i confini col comune di Bonorva (dove insiste già un grosso impianto eolico al centro di enormi polemiche) e con quello di Bolotana. Ma la restrizione inserita nello strumento urbanistico del Comune sembrerebbe non tutelare fino in fondo la salvaguardia del territorio dal possibile sbarco di società che volessero investire nell'energia del vento.
L'ASSESSORE «L'amministrazione comunale - sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici Salvatore Barria - è stata informata dagli assessorati regionali all'Ambiente e all'Industria in maniera del tutto improvvisa dell'esistenza di un progetto che vorrebbe realizzare un parco eolico a Tossilo. Una procedura che impone al territorio scelte calate dall'alto che non gradiamo e sulla quale rivendichiamo il diritto dell'amministrazione di decidere l'indirizzo della propria programmazione. Non abbiamo neanche approfondito le caratteristiche del progetto (che dovrebbe realizzare un parco con circa 30 pale eoliche in prossimità dello stabilimento della Queen) perché non accettiamo le procedure di una programmazione imposta che esautora il Comune. Il senso della delibera comunale era proprio quello di riappropriarci del nostro diritto a decidere».
L'OPPOSIZIONE Il nuovo dettato del Puc, secondo alcuni, non eviterebbe la possibile realizzazione del parco eolico a Tossilo. «Il progetto giunto in Comune - sostiene Andrea Rubattu del gruppo di opposizione La Base - è antecedente alla delibera comunale e, con la normativa vigente, il Comune sarebbe scavalcato nelle sue decisioni. In Consiglio ho chiesto che l'amministrazione potesse prevedere il ricorso al referendum popolare, l'unico strumento in grado di porre un freno ai possibili appetiti. C'è poi l'ulteriore paradosso che la zona individuata nel Puc per insediamenti eolici è di per sé già vincolata poiché inserita in una zona di protezione speciale». Rassicura l'assessore: «La delibera del Comune è in pieno vigore e regola le legittime scelte urbanistiche. Se qualcuno sollevasse dubbi sulla sua efficacia faremo valere le nostre ragioni».
Luca Contini

Damiano
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Ormai è diventato sfinente

Ormai è diventato sfinente vivere a Macomer e avere a cuore il proprio territorio. Ogni giorno ne salta fuori una e davvero non sappiamo più cosa aspettarci dopo un nuovo inceneritore, un gasdotto che da noi passerà soltanto e impianti eolici di ditte indagate. Il consiglio comunale ormai è così lontano dal territorio da far paura e non si distingue più maggioranza da opposizione. A pensarci mi è venuto in mente il finale de La Fattoria degli Animali:

"Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due."

Così è.

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In sindaco di Portoscuso finisce in gabbia

L'Unione Sarda ha scritto:

Eolico, truffe, sesso e favori:
arrestato sindaco Portoscuso

Eolico, truffe, sesso e favori: arrestato sindaco Portoscuso

Il sindaco di Portoscuso Adriano Puddu, di 65 anni, è stato arrestato da agenti del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna per ordine della magistratura cagliaritana.

Vi sarebbe anche un retroscena di prestazioni sessuali in cambio di aiuti a donne in stato di indigenza, tra le imputazioni mosse al sindaco di Portoscuso Adriano Puddu, di 65 anni, arrestato dagli agenti del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna per ordine della Procura di Cagliari. Puddu sarebbe al centro di una seconda inchiesta, sempre coordinata dal pubblico ministero Daniele Caria, emersa durante le indagini legate agli impianti eolici che la Portovesme srl vorrebbe realizzare in 540 ettari di terreno nel comune sulcitano. Gli investigatori avrebbero raccolto prove e testimonianze su aiuti a donne bisognose in cambio di attenzioni sessuali, in seguito alle quali la Procura avrebbe deciso di indagare il primo cittadino anche per concussione sessuale. Sull'intera vicenda gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo.

EOLICO - Per la vicenda legata agli impianti eolici, a Puddu sarebbero stati contestati i reati di corruzione e concussione.

Le indagini del pubblico ministero Daniele Caria della Procura di Cagliari erano cominciate più di un anno fa ed erano culminate, il 31 marzo 2011, con una serie di perquisizioni nel Municipio e in casa del sindaco Adriano Puddu, eletto nel 2007 alla guida di una lista civica noto per le sue posizioni proeolico. Nella cassaforte del primo cittadino gli investigatori del Corpo Forestale regionale avevano trovato 10 mila euro in banconote da 500 che secondo Puddu sarebbero dovuti servire per fare una serie di regali. La magistratura, che nei giorni scorsi ha chiesto al giudice delle indagini preliminari la proroga di sei mesi per completare le indagini, indagava in particolare sui passaggi di proprietà di terreni in origine comunali, venduti nel 1962 per creare una Cinecittà sarda e poi passati ad altri proprietari, fino all'ultima transazione alla Sarda Invest, e ai successivi passaggi per la creazione di un parco eolico. Subito dopo l'arresto del sindaco, a Portoscuso sono scattate una serie di perquisizioni in varie abitazioni sulle quali gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo.