
Ieri in Silanos (NU) è andata in scena l'ennesima rappresentazione del gioco delle parti tra mondo delle campagne e ceto politico.
L'incontro è cominciato con una disamina molto esaustiva dei meccanismi premiali illustrata da Mario Uras, che si è soffermato ed ha anticipato ad una platea piuttosto irrequieta le cause dei ritardi nei pagamenti delle provvidenze.
Domande non sempre complete, meccanismi spesso troppo penalizzanti per la nostra realtà e sopratutto le difficoltà di raccordo tra AGEA e ARGEA.
Quindi ha preso la parola l'on. Maninchedda che ha esordito dicendo che il Partito Sardo d'Azione organizzatore dell'incontro è "indipendentista", ops, ho pensato, vuoi vedere che oggi succederà qualcosa di storico!
Vuoi vedere mi son detto, che questa non è la solita parata elettorale per carpire la buona fede e la fame del mondo campagnolo, che colpa ne ho se per natura sono diffidente, ma a volte sarebbe bello venire smentito dai fatti.
Dopo pochi secondi è stato cavato il coniglio marghinino, l'ennesimo colpo infertoci da qui cattivi dell'AGEA che si sono permessi di controllare centinaia di domande di allevatori del Marghine, rallentando i pagamenti e trovando, pare, numerosi errori formali che (forse?) decurteranno sensibilmente i premi.
L'impegno preso è che bisogna intraprendere la lotta affinché, il Marghine non sia penalizzato dai controlli troppo serrati, evidentemente l'indipendenza inizia anche da queste piccole cose. Comunque la parola "indipendenza" è stata pronunciata una sola volta e mai più.
Primo giro di domande dal pubblico, una lunga serie di lamentazioni, dai SIC alle ZPS troppo vincolanti, troppi enti di controllo, lungaggini amministrative, indennità per calamità e malattie varie che non arrivano mai.
Ad un certo punto salta fuori l'ammontare di questi premi tanto attesi: 180 milioni di euro da spalmare su una miriade di aziende agricole allo stremo, non posso fare a meno di chiosare che questa somma è complessivamente circa uguale a quella contesa tra Zuncheddu e Cualbu.
Arriva il turno dell'assessore Prato che da perfetto oratore mette tutti a cuccia e inizia a snocciolare i motivi della crisi, il Pecorino Romano deprezzato dal cambio col dollaro, nuovi paesi competitori, il Consorzio del Latte ovino da rilanciare con annessa promessa dello stipendio ai dipendenti in cassa integrazione.
Nessuno che abbia lanciato un idea su come produrre seriamente reddito, o almeno evitare che si continui a perderne, visto che il 99% del tempo si passa a discutere di premi vari che sono o almeno dovrebbero essere forme di integrazione al reddito, ma dal "bisogno" che traspariva in sala, sembrerebbe che quello sia ormai l'unico reddito atteso dai pastori che finora hanno lavorato in perdita.
Qualcuno tira in ballo il presidente del Consorzio Latte, Toto Meloni, che in un arrabbiatissimo intervento accusa del dissesto del proprio ente niente popò di meno che un certo Muledda e tanti altri, poco ci mancava che tornasse indietro ai tempi di Amsicora e Josto, ... bisogna produrre meno latte intima con voce tonante!
Ovvio che se si produce di meno buona parte dei pastori dovranno cambiare mestiere, ma questo non è necessario esplicitarlo, ognuno capirà da se.
I pastori ascoltano buoni buoni come statuine del presepio, ormai sono talmente impauriti da quel che potrebbe succedergli che non osano alzare i toni, meglio osservare un prudente rispetto verso chi gli ripete che ormai sono dei cadaveri ambulanti, mezzo morti, mezzo vivi, e questo glielo viene a dire un giovanotto che in Silanos trentacinque anni fà giocava nell'orto del Maggiore totalmente ignaro del prezzo del latte e della dura vita del pastore.
Ancora un giro di domande, i pochi esagitati si calmano, qualcuno saggiamente chiede se è ancora il caso di puntare sul Pecorino Romano, ma poi tutto il discorso ricasca sulla lotteria dei premi, quanto durano, a chi vanno, i ritardi etc etc.
La chiusura di Andrea Prato è stata un trionfo del cattivo gusto, la pastorizia è mezzo-morta, ma se avranno la pazienza di aspettare qualche anno magari si potranno pigliare 10/15 centesimi in più, lui proverà a piazzare qualche tonnellata qui e li per il mondo, mentre tutto il resto del mondo viene a venderci la sua mercanzia. Intanto i pastori dovranno assicurare le pecore contro traumi e malattie, il prezzo è scontatissimo e da diritto a congrui risarcimenti in caso di disastro, ma intanto è un esborso in più che finora in pochi hanno deciso di sostenere.
In un crescendo di esaltazione oratoria, espone il suo piano per l'agricoltura multifunzionale, ogni azienda dovrà dotarsi di pannelli fotovoltaici, naturalmente con altri debiti, addirittura serre fotovoltaiche di pomodori nel Marghine che faranno la concorrenza a quelle del Campidano e della Sicilia, ormai le mandibole dei nostri pastori erano bloccate con la bocca semiaperta in un espressione mista di stupore e sgomento.
La riscossa arriverà anche attraverso le ippovie, centinaia di cavalieri danarosi attraverseranno le nostre riserve di galline prataiole e andranno via con le bisacce ricolme di prodotti a marchio sardo doc, ma sopratutto finirà la protervia dei signori del vento che a fronte di indennizzi ridicoli realizzano profitti milionari. Ho sommessamente ricordato all'assessore che è stata la sua giunta ad approvarli, mai l'avessi detto, perentorio ha dichiarato che i parchi eolici sono stati tutti voluti e autorizzati da Soru, loro invece li bloccheranno tutti, e fu così che mi sono reso conto di aver trascorso una serata alla fiera dell'assistenzialismo clientelare ed elettoralistico.
È un mondo difficile!
Siccome sono ignorante in materia agro pastorale,non ho la capacità di rispondere al tuo commento,ma permettimi di farti una piccola critica.
Non abbiamo finito di staccare i manifesti dall'auditorium che tu(o chi per te ) con la velocità e l'innocenza di sempre hai già tolto la locandina dell'evento dalla home page del sito,ti faccio i miei migliori auguri per come hai avuto lo stesso riguardo nei confronti della locandina che annunciava la presentazione del libro di Massimo Dadea.sei stato un bell'esempio di coerenza visto che a distanza di tanti giorni ancora campeggiava in bella evidenza.saranno stati ordini di scuderia ? non credo perchè sò bene che tu sei una persona libera.o forse è stata una dimenticanza? (voglio pensarla così ).io ti assolvo da tutti i tuoi peccati ,senza rancore ti voglio ancora bene.
Saluti Serrone.