Silanesos Conchidortos

Per essere balenti non è necessario essere pastori, anzi, il fenomeno è diffuso soprattutto tra gli altri lavoratori, operai, impiegati, studenti, e ragazzini ecc.
Di seguito un sunto dell'interessante ricerca del professor Bullettigni dell'Università di Sassari.

Quote:

Etologia

Balente nella comune accezione è un uomo particolarmente saggio e capace (valente) nel suo lavoro e pertanto rispettato dalla comunità, per estensione è colui che reagisce agli abusi facendosi rispettare.
Oggi del balente è rimasto solo l'atteggiamento; negli ultimi anni, è esplosa la moda dell'uomo balente. Il fenomeno tipico dei pastori della Barbagia ha contagiato anche altri distretti della Sardegna arrivando fino nella Nurra, in Campidano e anche in Lazio e Toscana.
Un balente si riconosce soprattutto dal portamento. La camminata tipica prevede petto e sedere in fuori con pronunciata lordosi della schiena. Le braccia devono stare distese dietro il busto, oppure con le mani infilate per metà nelle tasche dei pantaloni.
Il vero balente non ha mai freddo e mai caldo; pertanto le maniche devono lasciare in evidenza gli avambracci anche in pieno inverno, le camicie devono essere di una misura più piccola e così anche i pantaloni che devono mostrare i glutei tesi e ben distinti.
D'estate il balente deve poter indossare un maglione nero a collo alto senza accusare il minimo fastidio.
La scarpa tipica è lo scarponcino artigianale in pelle oppure lo stivaletto.
Assolutamente out l'uso di guanti, ombrello e giubbotti col cappuccio; unico copricapo ammesso il berretto di due misure più piccolo.
D'estate niente zoccoli e pantaloncini corti e comunque mai mostrare i piedi nudi e le gambe.
Per essere balente non è necessario essere pastore, anzi oggi si atteggiano a balenti non solo quelli che non distinguono le varie erbe ma nemmeno una pecora dal cane.
La camminata del balente è sempre frenetica, come che stia per cadere da un momento all'altro o come a simulare una corsetta sui sassi appuntiti del Supramonte. Sembra che per imparare a camminare così servano solo delle scarpe di un numero più piccolo.
Al balente non serve l'orologio, lui sa sempre che ora è osservando il sole o l'orologio della macchina e del telefonino; la mattina si sveglia spontaneamente o con le poderose urla della mamma.
In pubblico il nostro mangia solo formaggio, salsiccia e pecora bollita, in privato non disdegna le fiesta snack e corroboranti tazzoni di caffellatte con nesquik e a pranzo sofficini.
Da recenti indagini di mercato pare che a casa dei balentes non manchi mai la Nutella e la maionese.
Il vero balente dovrebbe bere solo vino nero con marcato spunto di aceto o quello dolciastro di Mamoiada, ultimamente è ammessa la birra perché pare che accentui l'ingrossamento dei visceri e il conseguente incurvamento da possidente della spina dorsale.
In casa si bevono solo bevande zuccherine più o meno gasate: dalla coca-cola al succo di pera.

Habitat

Il vero balente è inserito nel network dei balenghi della barbagia e deve conoscere vita morte e miracoli degli opinion-leaders del settore, residenti nel triangolo Orgosolo-Mamoiada-Orune.
Le convention si tengono in occasione delle principali feste paesane, specialmente se prevedono esibizioni equine.
Il cavallo è la vera passione dei balentes, questi spesso ignorano che l'animale è erbivoro ed astemio e si ostinano ad offrirgli birra e carne di pecora. Non sempre si instaura tra cavallo e fantino un buon feeling, tanto che spesso nonostante le scudisciate e le urla disumane il cavallo va esattamente dove vuole lui infischiandosene degli ordini del cavaliere.
Molti cavalieri non sono in grado di saltare in groppa al cavallo, pare che spesso l'operazione avvenga al riparo da occhi indiscreti con l'ausilio dei compagni di cavalcata; molti drammatici infortuni sono avvenuti proprio al momento della salita e discesa da cavallo.
La colonna sonora del balente sono i canti a tenore e i balli sardi, dopo anni e anni di ascolto ininterrotto i più svegli imparano a memoria centinaia di strofe, spesso mescolandole tra di loro sviluppano una insospettabile quanto sconclusionata vena poetica.
Finito il lavoro nell'ovile in ufficio o nel cantiere, inizia la vita mondana del balente.
Il balente doc frequenta i bar e presenzia a tutte le feste e matrimoni nel raggio di sessanta chilometri dove anima le interminabili partite alla morra. Quando deve offrire da bere è piuttosto generoso, tanto che alla fine della serata la birra acquistata e non consumata è di gran lunga superiore a quella realmente bevuta.

Riproduzione

Il vero balente vive per riprodursi. Come tutti i maschi delle mammifere, deve conquistare le femmine con le sue imprese. Oltre che lo sprezzo del pericolo e delle intemperie il valore viene dimostrato mangiando le cose più sgradevoli per esempio il fegato e il cuore caldo del maiale appena macellato, oppure il sangue che sgorga dalla gola, i reni dell'agnello e il formaggio marcio e dimostrando di gradirli come un ghiottone ama le paste alla crema, salvo defilarsi e vomitare tutto dietro l'angolo.
Anche l'olfatto vuole la sua parte, pertanto il vero uomo valente deve esaltare il suo profumo evitando detergenti troppo energici che possano diminuire la sua carica di feromoni, ogni donna deve essere in grado di riconoscere il suo partner ad almeno un quarto di miglio (circa 400 metri).
Un vero maschio balente non usa mai occhiali da sole, ma nemmeno quelli da vista anche se non vede ad un palmo dal naso. Per lui è meglio sbattere il muso contro pali e alberi piuttosto che farsi vedere con gli occhiali.
Terminato il periodo dell'accoppiamento non è più ammessa alcuna smanceria in pubblico, così come non è bello accompagnare la moglie a fare la spesa o i figli a scuola; se proprio indispensabile l'uomo deve aspettare in macchina con il berretto calato sugli occhi.
Una volta accasato il balente non fa mai quei lavori degradanti per un' uomo vero es. lavare i piatti, caricare la lavatrice e rifare il letto; quando viene obbligato dalla moglie (o dalla mamma) a buttare i rifiuti nel cassonetto, lo fa nottetempo oppure abbandona il sacchetto in campagna.
Pare che una TV giapponese abbia in preparazione un reality show imperniato sulla vita del balente.

» Parnaso » Fenomenologia del balente

No mi lu poto ismentigare mai;
b'at bias chi lu ‘iso che a cando
fìt biu; ancora, tando
sezzidu ancas a fora,
in sa perra 'e sa janna,
cun sas manos in conca e airadu,
mirende su nebode pili brundu
ei sos ogros in colore 'e chelu,
lu jammaiad sena faeddare
cun su zinnu 'e sa manu.

E issu, su piseddu,
c'andaiat cuntentu
e li carignaiat s’arba cana:
tando, a tiu Gavinu,
si colorian sos cavanos grogos,
tra benas biaittas,
sas lagrimas falian lentas lentas
e unu nodu in bula
li trobeiat sa limba;
ma tantu, non podiat allegare!
Su nepodeddu sou,
usaiat un'ateru limbazu
e niunu, niunu, ma niunu,
si b'est postu 'e impignu a l'imparare
mai, nemmancu cuddos
chi continu ticchirrian che maccos.

Issu, tiu Gavinu,
ca bi teniat meda,
li cheriat contare
cando fit in su Carsu e Sabotinu,
chi poi 'e chimbant'annos,
l’aian dadu una medaglia ‘e oro
cun d'una rughe ‘e brunzu.
Gai si ch'est andadu
cun d'unu pesu in coro.

Issu, su nebodeddu,
cando torrat in ferias donz’annu,
s'appartat solu, in s'apposentu nudu,
‘nde leat su retrattu,
e lu faeddat in limbazu sou.

Antonio Manca (Silanus)

 

» [Storie] » Zaju Gavinu

Cando Bantòni de tia Mintòi
fid a fiancu 'e Remundu Cappai
tra issos no nd'an tentu accordu mai;
Si Remundu nariat "faghe goi !"

Bantoni rispondiàt " no est gai !"
e su 'e fagher prima faghìat poi;
Remundu murmuttiat "ohi ohi !"
E Bantoni a murrunzu "ohi ahi .."

su paesanu tou caru Mariu,
est piliesse che pedra calcaria
in Bantoni non b'hat perunu isettu;

nemmancu a gru nè cun fune contraria
unu passu non poned a derettu
custu est che i sa rughe 'e su Calvariu!

Mario Tedde

» [Storie] » Su lamentu de Remundu contra a Bantòni

Quando Tiu Tranquillu affermava:

Quote:
...e bi ponzo sa frima negativa
chi non bi nd'hada arrivadu e chi non bi nd'arrivat
ca est troppu longu su viazzu
pro faghere in sa luna s'atterrazzu.

Veniva preso per pazzo, oggi sono in molti a mettere in dubbio lo sbarco dell'uomo sulla luna.

» Parnaso » L'uomo sulla luna

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Locatelli su re de su formaggiu,

Puricelli su re de s'istrada,

però un'attera impresa ch'hada,

chi tened pius valore e pius vantaggiu,

non timed ladros e ne brigantaggiu

sa merce sua mai assicurada;

custa si narat sa ditta Cacale

chi pro insigna a su picc'a bistrale.

 

Mi naran chi sa ditta 'e Galisai

nachi est valente in sa mercanzia,

ma sos grossistas de sa iddha mia

si los chircheren non los sighin mai,

Si si movet Dominigu Cappai

faghed'istrages cun sos de Caria

como han pius seguru su fortinu

ca ch'hana aggiuntu a Pischedda Antoninu.

 

Andria est cun Zuanne associadu

in sos laccheddhos faghinde terrores,

però cussos han doppiu valores

c'han finalmente in s'estero imbarcadu,

Segadicasu s'est dichiaradu

azionista in s'impresa maggiore;

Maronzeddu b'est puru in sa foresta

però Andria marciat sempre in testa

 

Zuanne Cozziganu mente astuta

in sos banzos che unu paladinu,

difattis si ch'hat fattu s'istallinu

sutta una rocca in una grutta

sa rocca corcat subra e issu sutta

e serente bi tenet su trainu

si Juanne de buffare non s'istancada

de seguru chi s'abba non li mancada.

 

Billianeddu est puru a conoscenzia

de sas condiziones de Acheronte

pro duas dies ch'est bistadu in fronte

si ch'est partidu in convalescenza,

ca si creiat ficchende semenza

sa veridade est bisonzu chi conte

intantu issu puru had'arriscadu

e in parte si ch'est abilitadu.

 

Ziccheddu Gonnos puru fidi amigu

de un'impresa potente e fiera

ma cand'ha bidu sa forza e s'inimigu

subitu hat cambiadu bandiera

ca la creiat arte lezzera

che in piccarolu a boddire figu:

cando sa forza de s'inimigu hat bidu

cambiat bandiera e s'est fuidu.

 

Pro culpa de su tempus incostante

Portolu puru est mesu arrennegadu

e cun Pascale s'est accumpagnadu

a faghere in sa chessa su brigante,

ma sa ditta Cacale non si vante

Mancari sa corona l'happan dadu;

in tempus sou had'haer fattu proas

ma itte conta cun sas dittas noas

 

Guasi ismentighende minde fia

de sos grossistas pius riconnottos

de frades Memmos e frades Pippias

unidamente a frades Cappottos,

in Carrachentu enden sos prodottos

cun grande fama e cun forte energia;

battinde mezzos dae continente

custos sun pescecanes veramente

 

Cavaglier Rossi puru endindhe linna

nachi s'est irricchidu un'accanteddu

fradiles Mazzoneddos e Angheleddu

cun Bore Ortu anima maligna,

tottu sunu in paglietta e in cappeddu

sos seguaces de su conte Pinna

Tineddu Cossu sa columba zega

b'est puru intrausidu e capulega.

 

Peppinu Sanna nd'est meda orgogliosu

de fagher parte comente e massone,

su cale ch'in Orotteddhi si suppone,

chi est cun fizza e cavaglieri isposu,

fizzu de unu babbu bisonzosu

eppuru est diventadu porcheddone;

cun tuttu ch'est pettorri columbinu

oe sos riccos li faghen s'inchinu.

 

Miccheli Puddu mancari a tardiu

s'est postu in carregiada gai e tottu

s'impresa sua già est in mottu

in s'jerru comente in s'istiu

e pro cantu in su mundu durat biu

de non l'abbandonare hat fattu vottu;

ca b'hat connottu sa gherra continu

unidu a Pedru Daga e Temperinu

 

Est menzus de ingenios e manera

e de ischire sestare sos pianos

oe si antat sa iddha e Silanos

c'had iscobertu tale miniera,

cun piccu e mazza colpos soberanos

sun'atturdindhe sa Sardigna intrea;

oe chie possedit mazza e piccu

si podet narret chi est mesu riccu.

 

A bolla narrere in conclusione

custa cosa no est de trascurare

tottu chie s'est devidu arriscare

s'hat fattu bella sa posizione

ca oe chie hada unu millione

est pensende a lu moltiplicare,

quasi tottus han fattu progressos

e campan solu cun sos'interessos

 

Bogare coighina est arte bella

ma pro l'ischire bisonzu e proare,

ca si l'andana in bonu sos affare

s'irricchin'issos ei sa parentella,

pro totta vida los ponzan in cella

sos chi obbligana a l'esercitare;

Cacale hat dadu prova e b'hat connottu

gai sos riccos bi torren tottu.

 

Avanti Flora macchinedda iscelta

avanti Flora ca leas su pannu

chie t'hat fattu non t'hat giuttu ingannu

ca fidi ingenieri e mente esperta,

si ch'arrivamos sanos sena dannu

a Sant'Antoni damus un'offerta;

si chena dannu sanos ch'arrivamos

a Sant'Antoni un'offerta damos.

 

Pascale Giau (Diddhu)

» [Storie] » Sa cantone de sa coighina

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