Le Montagne da spianare a colpi di zappa

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frinas
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Iscritto: Gio, 20/10/2005 - 16:18
Le Montagne da spianare a colpi di zappa

Ecco, sicome questo Quotidiano sardo esce solo sul Web e non nelle Edicole, mi permetto di postarVi un corsivo di Andrea Pubusa (col quale non sempre sono d'accordo, per fortuna sua e mia);
stavolta sono d'accordo; e voi?

http://www.altravoce.net/2007/02/25/montagne.html

salude
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Last seen: 9 anni 8 mesi fa
Iscritto: Ven, 02/06/2006 - 00:48
Le Montagne da spianare a colpi di zappa

Ho letto l'intervento di Andrea Pubusa, che condivido solo parzialmente. Anche perchè, raramente mi trovo in sintonia con quello che scrive.
Accetto il fatto che a volte occorra fare un passo in dietro per farne, poi, due in avanti. E bene avrebbero fatto Rossi e Turigliatto ad ascoltare, in questo caso, i consigli del "timoniere".
Accetto un pò meno il riferimento a Mao, protagonista del processo di collettivizzazione delle campagne e dell'intera economia cinese. Quel processo, benchè venga, a volte, ricordato con molta enfasi, e fondato su una forte campagna ideologica, portò ad un forte decadimento di tutta l'economia della Cina. Le condizioni di vita peggiorarono in tutto il paese, e la popolazione viveva in condizioni di estrema povertà. Mancava il cibo per soddisfare la grande fame dei cinesi.
Dopo Mao, la Cina inizio ad aprirsi, timidamente, al mercato. La sua economia fu definita, "economia socialista di mercato". Lentamente - si pensi che oggi il processo non è ancora compiuto - , è stato modificato il modo di produzione. Si è passati da un'economia pianificata, basata unicamente sull'industria (pesante) di stato e sulla collettivizzazione del settore agricolo (si produceva essenzialmente per l'autoconsumo, ma ciò era insufficiente a sfamare il numeroso popolo cinese) ad una economia
più aperta all'iniziativa privata. Furono istituite le c.d. "Zone economiche speciali", le zone costiere del paese, nelle quali si instaurò, sotto il controllo vigile del governo cinese, un'economia mista che consentì l'ingresso nel paese di ingenti capitali. Il P.I.L., iniziò ad aumentare, aumentò di conseguenza il reddito pro-capite dei cinesi, aumentarono i consumi interni, e l'offerta iniziò a "soddisfare" la domanda. Non si sbaglia chi definisce, a ragione, oggi la Cina, come il paese con la più elevata performance economica: la ricchezza prodotta cresce ogni anno molto di più che nei paesi industrializzati, con una media che oscilla tra il 9 e il 10%, con punte anche del 12.
E questo lo si deve ad un grande stratega che , nel lontano 1979, salito al potere, intuì che la politica ideologica di Mao, pur con le sue positività, aveva fatto arrettrare la qualità della vita dei cinesi.
Questo personaggio, scomparso, se non ricordo male, sul finire degli anni novanta, si chiamava Deng Xiao Ping.

Scusate la divagazione, ma sono un grande estimatore della Cina.

Speriamo che oggi, quando Prodi si presenterà al Senato per la fiducia, i parlamentari della maggioranza (e non) si facciano un esame di coscienza.

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