Calendario nuragico

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DrpAdmSite
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Iscritto: Mar, 18/10/2005 - 16:16
Calendario nuragico

Ho trovato questa notizia.

Io non ne capisco nulla (ebbene si c'è anche qualcosa che non conosco), voi cosa ne pensate, pare che quel famoso "timbro" per il pane fosse in realtà un calendario nuragico.

shardanaleo ha scritto:
IL CALENDARIO “NURAGICO”

La straordinaria scoperta di questo antico calendario di 4000 anni è stata fatta da Leonardo Melis in contemporanea con un altro studioso, che già aveva decodificato l’”Abaco” degli Inca e il loro sistema di calcolo. Chiameremo convenzionalmente il nostro calendario “Nuragico”, anche se vedremo che fu usato parallelamente da altri popoli aventi la stessa origine del popolo che allora abitava la Sardinia. Fra tutti: i Celti, col cui calendario abbiamo trovato incredibili somiglianze. Soprattutto col calendario festivo annuale. ARRODAS DE TEMPUS l’appellativo usato da Nicola De Pasquale, questo il nome dello studioso col quale siamo in contatto da alcuni mesi e che ha il merito della "DECODIFICAZIONE". Noi abbiamo curato la parte storica.
Nelle immagini che seguono vediamo una “Pintadera” sviluppata da De pasquale… a seguire la “Pietra di Nurdole”, in cui Leonardo Melis ha ravvisato il calendario delle feste agricole e pastorali rapportate alla Luna e al Sole. Quest’ultimo schema o “ruota” corrisponde, come del resto corrispondono le festività, al calendario dei Celti raffigurato in basso a destra con segnate le feste. Le feste lunari, più importanti, formano la “croce” e quelle solari formano la “X”.

Vediamo a seguire uno schema di queste feste.

FESTE CELTICHE e SARDE

LUNARI:
BELTANE (1° Maggio) = S. EPHIS (in Sardinia le feste hanno preso nomi di santi Cristiani)
LUGHNASAD (Agosto) = ARDIA e le varie feste equestri, candelieri… intitolate all’Assunta
SAMAIN (2 Novembre = SAS ANIMAS (il culto dei Morti. Le usanze sono identiche in sardinia )
INBOLCH (genn. Febbraio) = FESTE DEI FUOCHI (oggi intitolate a S. Antonio)

SOLARI: Solstizi ed Equinozi. In Sardinia hanno preso nomi Cristiani, ma le celebrazioni sono rimaste intatte.
21 Marzo: A Pasqua il rito del sacrificio del primo nato e l’offerta del germoglio di grano (Nenneri) dedicato una volta a Baku-Dioniso.
21 Giugno (LAMPADAS). Oggi S. Giovanni. Una volta dedicata all’iniziazione dei giovani. Accompagnati dal “Santuauanne”, il Padrino, i giovani si cimentavano nel salto del fuoco.
21 Settembre (Capodanni). Inizio dell’anno agricolo con “Sos akkordos”. Si stipulavano i contratti per la gestione di un campo o di un gregge.
21 Dicembre (Paskixedha)… Le celebrazioni antiche non figurano più, soppiantate da una celebrazione tropo importante per il Nuovo Culto: Natale. I sardi lo considerano una “Piccola Pasqua”, quindi una “Piccola Rinascita”. Effettivamente il sole comincia nuovamente ad allungare le giornate.

Leonardo Melis

dari
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Last seen: 8 anni 6 mesi fa
Iscritto: Lun, 26/02/2007 - 17:00
......

ciao adm.....in effetti ho visto anch'io l'articolo su antikitera ma nutro forti dubbi sull'attendibilità della cosa.... il Melis mi sembra un pò megaloman...basta guardare il sito...
Però devo dirti che, una certa attinenza con il ciclo delle stagioni si riscontra, soprattutto nel motivo che lo strumento riporta, vale a dire il motivo a raggiera simboleggiante il sole. Ora, c'è da dire che questa simbologia non è unicamente raffigurata nella pintadera ma, seppure con ualche variante la si ritrova negli scudi dei bronzi raffiguranti una sorta di demoni a quattro braccia, ritrovati ad Abini, (Teti-Nu), si ritovano ancora nelle geometrie delle decorazioni sulle anse delle brocche askoidi (tipo particolare di recipiente) ritrovate a S.Antine di torralba etc....
Il motivo quindi è ricorrente, ma da qui a vederci un calendario nuragico.....

Sarei curiosa di sentire il Sig. Melis circa il Disco di Festo........

Dari :roll:

dari
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Last seen: 8 anni 6 mesi fa
Iscritto: Lun, 26/02/2007 - 17:00
Calendario nuragico

Pare che nel Gennaio 2007 sia stato pubblicato il lavoro di De Pasquale sulle Pintaderas "Arrodas de Tempus" (Ruote del Tempo) nel supplemento al numero 14 del notiziario dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia
di Pescara. In seguito alla decifrazione dei calendari solari e lunari nuragici (presentati in anteprima a Pescara il 23 Febbraio 2007 alla presenza dei Proff. Vernier e Cavallo) ha stabilito contatti di studio molto proficui con Leonardo Melis (Shardana, i Popoli del Mare); in pratica le Pintaderas hanno già consentito di ricostruire, per analogia, il calendario in uso presso Egizi, Magna Grecia e Celti; presto i due studiosi saranno in grado di decifrare il complesso insieme dei sistemi solari e lunari di tutto il bacino
del mediterraneo in uso nel primo e secondo millennio AC.

convegno su:

“Il Tempo delle Pintadere”

Lunedì 21 Maggio 2007 ore 18,00
Sala Conferenze Banco di Sardegna, sede di Cagliari
Viale Bonaria
Cagliari

Programma
Saluto delle Autorità
“La Pintadera in età nuragica”
Prof. Giovanni Ugas

“Arrodas de Tempus - Ruote del Tempo”
Prof. Nicolino De Pasquale

Eventuale dibattito

Presenta
Dott. Giacomo Serreli
(Giornalista e Conduttore televisivo

io ho vorrei andare a sentire un pò, in buona sostanza di che si tratta ....chi viene con me?
DARI 8)

ancu m'idan zega
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Last seen: 9 anni 2 mesi fa
Iscritto: Lun, 20/02/2006 - 08:46
Calendario nuragico

Già sarebbe bello andarci!

sbaglio o sono state ritrovate delle pintadere anche in turchia?

dari
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Last seen: 8 anni 6 mesi fa
Iscritto: Lun, 26/02/2007 - 17:00
Calendario nuragico

Non so in Turchia ma sono degli oggetti comuni a molte culture... In Turchia dove esattamente, in quale campagna di scavi?
Dari

ancu m'idan zega
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Last seen: 9 anni 2 mesi fa
Iscritto: Lun, 20/02/2006 - 08:46
Calendario nuragico

Non ti so dire Dari in quale campagna di scavi. è una notizia che risale all'università, ai primi anni e parlo di circa 10 anni fa o più. dovrei andare a ricontrollare gli appunti!

dari
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Last seen: 8 anni 6 mesi fa
Iscritto: Lun, 26/02/2007 - 17:00
Calendario nuragico

forse intendevi questa notizia...

Turchia.
7000 anni di storia

Louis Godart

La mostra Turchia: 7000 anni di storia ripercorre alcune delle tappe che hanno segnato il lungo cammino dei popoli dell’Anatolia dal lontano Neolitico, intorno alla fine dell’VIII millennio a.C., fino ai nostri giorni.
Spesso le scoperte e le conquiste culturali di cui le terre anatoliche sono state il teatro hanno segnato profondamente la cività europea e, a sua volta, la civiltà occidentale ha plasmato in parte il volto della Turchia moderna.

Il periodo neolitico (8000-5000 a.C.)

Tutto inizia con l’avvento dell’agricoltura. Nella piana di Konya e più specificamente sul sito di Çatal Höyük, verso la fine dell’VIII millennio a.C., gli uomini, dopo aver selezionato semi e piante, cambiano radicalmente stile di vita. Da cacciatori e raccoglitori quali erano, diventano allevatori e contadini. Addomesticano caprini, suini, ovini e bovini, arano e seminano i campi e iniziano a costruire villaggi. Per la prima volta nella storia, la sopravvivenza della specie non dipende più dai frutti aleatori della caccia e dalla raccolta ma dal lavoro nei campi.
Il nuovo rapporto con l’ambiente influisce sulle relazioni tra l’uomo, l’arte e il sacro.
In tutte le civiltà neolitiche sono largamente diffuse rappresentazioni femminili di dee-madri con caratteristiche comuni: si tratta per lo più di statuette che evidenziano gli attributi della fecondità.

Nello scavo di Çatal Höyük, accanto a tracce evidenti di un culto del toro, è stata scoperta una statuetta femminile di dea-madre nell’atto di partorire. L’associazione tra la dea-madre e il toro non è casuale. Il toro, onnipresente nell’arte pre e protostorica, simbolo di forza e di coraggio, è anche l’animale che, addomesticato, trascina l’aratro e aiuta il contadino a seminare i campi. In realtà la dea-madre di Çatal Höyük è identificabile con la madre-terra, la grande divinità venerata da tutti i popoli che hanno imparato a lavorare i campi e ad addomesticare gli animali.
L’apparizione dell’agricoltura nelle antiche terre dell’Anatolia determina un incremento demografico e spinge l’uomo a ricercar nuovi spazi. La rivoluzione neolitica investe le regioni a est e a ovest della piana di Konya. Insieme alle tecniche agricole sperimentate a Çatal Höyük si diffondono anche i culti legati all’agricoltura, come quelli della madre-terra e del dio-toro. Lo testimoniano le innumerevoli rappresentazioni di queste divinità provenienti sia dall’oriente siriano e mesopotamico che da mondo egeo o dall’area tessalico-danubiana.
Ritroveremo l’attestazione della madre-terra lungo tutto l’arco della storia antica; nelle civiltà classiche la dea verrà indicata con il nome di Demetra dai greci, di Cerere dai romani, di Cibele nel mondo frigio e anatolico del I millennio a.C. La stessa divinità è raffigurata nella statuetta in calcare rinvenuta a Canhasan, risalente al primo periodo calcolitico (IV millennio a.C.), presente nella mostra.
Alla luce di questa nuova evidenza legata alla diffusione dell’agricoltura a partire dall’odierna Turchia alcuni studiosi, tra cui due ricercatori dell’università di Auckland in Nuova Zelanda, Russel Gray e Quentin Atkinson, sostengono che la grande migrazione indo-europea non sarebbe partita dalle steppe euro-asiatiche dell’Ucraina ma dall’Anatolia (cfr. la rivista “Nature” del 27 novembre 2003).

La nascita dell’agricoltura e la possibilità di costituire riserve di cibo per supplire a eventuali periodi di magra spingono l’uomo a inventare un sistema di controllo dei depositi dove sono stoccati i prodotti. Si diffondono così in tutte le civiltà neolitiche i primi strumenti amministrativi che consentono ai responsabili di rendere conto dei movimenti di cui i magazzini posti sotto il loro controllo sono il teatro. Si tratta di oggetti chiamati per convenzione “sigilli”o “pintaderas”, di cui è presentato un esemplare nella mostra (n. inventario 798-13-65). Reperti simili sono attestati in Anatolia, nel Vicino Oriente, nelle regioni settentrionali dell’Egeo e nei Balcani durante tutto il periodo neolitico. Questi oggetti sono soprattutto in terracotta ma anche in pietra. I motivi incisi molto profondamente sono, il più delle volte, a forma di meandri o di spirali. In altri casi si tratta di motivi geometrici semplici, come zigzag, circoli concentrici e raggi. Questi motivi sono sempre diversi da quelli che fanno parte del sistema decorativo corrente. Alcuni li hanno considerati, certamente a torto, segni embrionali di una scrittura in formazione.

cretule o sigilli di Arslantepe ("collina di leoni")

peccato, questa mostra era fino al 31 marzo....sarebbe stato interessante vederla.....
Dari

ancu m'idan zega
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Last seen: 9 anni 2 mesi fa
Iscritto: Lun, 20/02/2006 - 08:46
Calendario nuragico

Si, molto probabile la fonte è quella

(magnifiche le immagini!! dev'essere proprio un bel posto, la turchia!!)

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