Bore Poddighe

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Iscritto: Mar, 18/10/2005 - 16:16
Bore Poddighe

Bore Poddighe - Sa Mundana Cummedia

Deus che sapiente e bonu mastru, send'unu babbu giustu imparziale; hat dadu a tottu diritt'uguale no hat fatt'unu fizu, unu fizastru, no est pro naschere in bonu o mal’astru s'istamos chie bene, e chie male, tottu dippendet dae sa faccenda de non esser comune sa sienda.
www.poesias.it - Salvatore Poddighe ha scritto:
(....) L'opera che gli diede fama in tutta l'isola e a cui è legata universalmente il suo nome è “Sa Mundana cummedia”. Opera che però creò non pochi problemi al suo autore. Sa mondana commedia è infatti un’opera di forte denuncia sociale dello sfruttamento del povero e in cui non manca un acceso anticlericalismo.

L’argomento è chiaramente dichiarato dall’autore nelle prime ottave dell’opera: l’origine della ricchezza e della povertà, che per Poddighe non sono decreti divini ma unicamente conseguenze dell’ingiusta divisione dei beni che ha sostituito la proprietà comune. («Totu dipendet dae sa faccenda / de non esser comune sa sienda»). A mantenere questo stato di cose contribuisce la religione, considerata oppio dei popoli da questo poeta scomodo e sfortunato.

Sa mundana commedia (57 ottave nella prima parte, 83 nella seconda, 91 nella terza: 1848 versi in tutto) fu pubblicata a spezzoni. Le tre parti dell'opera videro la luce tra il '17 e il '22 e furono pubblicate insieme per la prima volta nel '24 dalla tipografia Varsi di Iglesias in ben 3500 copie. Nello stesso anno il Concilio dei vescovi sardi aveva vietato ai poeti estemporanei di trattare argomenti di dottrina ecclesiastica. E in un crescendo di multe e divieti, Chiesa e fascisti erano riusciti a bandire le gale poetiche dal '32 al '37. L’opera ebbe un’immensa fortuna e diffusione in tutta l’isola tanto da essere unanimemente riconosciuta da alcuni come una autentico capolavoro e altri come opera blasfema da criticare aspramente (famosa la polemica con Salvator Angelo Vidili di Aidomaggiore, che fece uscire una Critica a sa Mundana Cummedia, che Poddighe contestò in un’altrettanto famosa Risposta).

Ma l’ostacolo maggiore venne dall’autorità di polizia. Il 4 novembre 1935 il questore di Cagliari Laudadio vietava la diffusione del poemetto «perché incita all’odio di classe e al vilipendio della religione e dei suoi ministri», dando «disposizione al commissario di Iglesias perché sequestrasse tutte le copie ancora in vendita e perché trasmettesse in visione tutti gli altri opuscoli di produzione di Poddighe».

Salvatore Poddighe soffrì profondamente per questo ignobile atto di censura, cadde in una forte depressione e morì suicida ad Iglesias il 14 novembre 1938.
(....)

Sa Mundana Commedia.pdf

Tratto dal sito www.poesias.it